Collector
Giriş Yap
Contrappassi ministeriali: il ministero dell'Ambiente e i batteri Legionella nelle tubature. Chiusure e profilassi | Collector
Contrappassi ministeriali: il ministero dell'Ambiente e i batteri Legionella nelle tubature. Chiusure e profilassi

Contrappassi ministeriali: il ministero dell'Ambiente e i batteri Legionella nelle tubature. Chiusure e profilassi

Il Ministero dell’Ambiente è insozzato di batteri. Profilassi s’impone. Avanzano legioni di microbi, anzi legionelle: sono i contrappassi ministeriali. Il microorganismo di cui parliamo trova domicilio nel palazzo di Gilberto Pichetto Fratin. Il batterio acquatico, fluttuante nelle tubature di via Colombo, che provoca la legionellosi, s’è dunque annidato nel ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. L’infezione che colpisce l’apparato respiratorio – piano pandemico alla mano – chiude in casa i funzionari, gli assistenti e i consulenti dell’apparato di governo preposto alla politica ambientale. Contattati dal Foglio, i dirigenti confermano. Dei tre plessi del dicastero, due sono stati chiusi, bonificati e riaperti: si tratta dei palazzi che ospitano il ministro e gli uffici di diretta collaborazione (civico 70) e il dipartimento di sviluppo sostenibile (civico 44). Un terzo, invece, tra via Cristoforo e via Capitan Bavastro, è ancora chiuso. Sigillato. E non si sa se i dipendenti siano più contenti di pascersi in casa (vulgo: smart working) o più spaventati di restarci fino a settembre. La Legionella, comunque, non è nuova nelle tubature del dicastero più verde d’Italia. Già l’anno scorso, i tre palazzi furono blindati per venti giorni. Impacchettati come il Bundestag impacchettato da Christo e Jeanne-Claude nel 1995. I lavoratori furono allora costretti a riunioni straordinarie in via Sallustiana. Quest’anno la storia si ripete. Del resto, l’influenza è stagionale. E se i due palazzi sono stati ora chiusi per quattro giorni, e poi riaperti – uno mercoledì, l’altro giovedì scorso – il terzo non si sa. Il ministro, intanto, non si dà per vinto. Si batte per l’atomo. Lotta per il nucleare. Tenta giustamente d’ignorare il batterio ma si sa che, nell’Italia di Dante, il contrappasso è d’obbligo.

Go to News Site