Il Foglio
Nella Capitale il vero mistero è se resterà Dybala, più che Gualtieri. Il sindaco del Pd sembra avere la strada spianata verso la riconferma: il M5s non impensierisce più come un tempo, Calenda dice che la priorità non è Roma, ma “costruire un’Europa federale”, e il centrodestra, a giudicare dagli sviluppi di questi giorni, rischia di non riuscire a trovare un candidato unitario. A portare un’ulteriore ventata di ottimismo in Campidoglio è stata la notizia di un nuovo ingresso in Futuro Nazionale. Tra gli scippi di Vannacci, che preoccupano il governo quasi quanto quelli nelle metro e nelle stazioni, c’è infatti anche quello di Antonio Maria Rinaldi, ex europarlamentare che Salvini aveva proposto per la corsa al Campidoglio. Giovedì il generale ha annunciato, al suo evento all’Eur, che Fn avrà il suo candidato nella Capitale. Due giorni dopo Rinaldi è entrato nel partito, il che fa pensare che il nome vannacciano potrebbe essere il suo. Già è difficile immaginare che Salvini possa sostenere un candidato indicato dal generale (che nella Lega è considerato un traditore). Se il nome dovesse essere per giunta quello di un altro transfuga, avrebbe più chances un cammello di passare per la cruna di un ago che un elettore di centrodestra di poter votare un candidato unitario. “Se vogliamo vincere non è possibile pensare a uno spacchettamento, il centrosinistra va con il campo largo, il centrodestra deve fare lo stesso”, dice Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio . “Gualtieri continua a inaugurare cose finanziate dal governo di centrodestra, che però non ha una personalità che possa ribattere, continuiamo a perdere terreno e non riusciamo ad essere competitivi. A livello locale noi facciamo iniziative, oggi c’è una conferenza stampa sull’emergenza abitativa, ma a livello nazionale serve una scelta veloce, unitaria e autorevole”. Insomma, il centrodestra dovrà parlare con Vannacci? “Innanzitutto i quattro partiti di governo dovrebbero parlare tra di loro, noi non possiamo decidere a livello locale se accogliere Vannacci o meno. Ma il tavolo va aperto a tutte le forze di centrodestra, anche a Fn. Il nostro elettorato già ci chiede: ma chi è il candidato?”. Un civico potrebbe essere una soluzione… Ma anche Enrico Michetti era un civico. Lo speaker radiofonico scelto da Meloni, che nel 2021 perse al ballottaggio contro Gualtieri, ancora oggi è per la destra il simbolo di come si perde una città come Roma. E infatti Santori reagisce a quel nome come i reduci di Caporetto probabilmente facevano quando sentivano quello del generale Cadorna. “Secondo me è impercorribile questa strada. O si mette in campo un civico che sia riconosciuto dall’elettorato oppure rischiamo un Michetti due: abbiamo già dato, anche no grazie”. Grazie ma no grazie, canterebbe Willie Peyote. Malagò invece potrebbe funzionare? “Sarebbe un nome autorevole e che può allargare , anche oltre il centrodestra. Ma qualcuno dovrebbe parlarci e convincerlo. A ogni modo, con le divisioni abbiamo già dato. Con i civici sconosciuti anche. Secondo me serve una figura politica”. Del resto uno dei problemi principali di Michetti era proprio che pochi sapevano chi fosse. La confusione insomma è grande, lo spaesamento anche. Se la situazione dovesse rimanere questa, diventerebbe pure difficile trovare qualcuno disposto ad andare incontro a una sconfitta quasi certa. E lo spettro di un Michetti due diventerebbe ancora più concreto. Chi lavora con Gualtieri spiega che “la notizia di Rinaldi rallegra, ma già prima eravamo molto ottimisti”. Mentre Fabio Rampelli, uno dei papabili candidati del centrodestra, si mostra fiducioso: “Le ricette della sinistra sulla città sono fallite. In questo quadro desolante il centrodestra troverà la sua sintesi perché qui le elezioni le vincerebbe pure Paperino”. Sempre che il centrodestra non si divida tra Paperino e Rinaldi.
Go to News Site