Il Foglio
Capita, ogni tanto, un po’ di culo. Non enorme, nemmeno definitivo, ma capita. Come negli ultimi anni, allorché di socialismo nemmeno a parlarne, mentre di barbarie ne trovavi a strafottere . M’è capitato, cioè, di incrociare una persona di rara sensibilità, modi educati e frequentazioni dabbene. Un pensatore, si potrebbe azzardare, un lettore di gusti raffinati, scrittore arguto e forse, bevesse mai qualcosa, un centellinatore di Barolo non barricato. Già obietta qualcuno che neppure del suo proprio orto, raccontato ogni giorno con delicato affreschetto sul Corrierino, questo mio Massimo Gramellini sembrerebbe mai aver capito una beata mazza. Alzo le mani. Però all’inizio io accennavo al culo, non al miracolo.
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