IL TEMPO
Milano, 9 giu. (askanews) - In anteprima il video "Troppo Grande", il nuovo singolo di AvA, con cui firma il suo manifesto più provocatorio e politico: un reggaeton elegante, velenoso e sarcastico nato dopo essersi sentita definire "troppo vecchia" dall'industria discografica per meritare il supporto di una major. In un panorama musicale ossessionato dalla giovinezza artificiale, dall'estetica usa-e-getta e da artiste costruite in laboratorio, AvA trasforma la discriminazione anagrafica in un'arma di seduzione, superiorità e dissenso. Tra punchline feroci, riferimenti pop e sensualità tossica, "Troppo Grande" smonta con ironia il sessismo e l'ageismo che colpiscono soltanto le donne nella musica, rivendicando il tempo non come limite ma come privilegio, esperienza e potere. Non a caso il singolo sarà accompagnato da una campagna visiva in cui AvA apparirà volutamente invecchiata di oltre trent'anni tramite l'IA: una provocazione estetica che ribalta completamente il concetto di "decadenza", trasformando l'età nella sua forma definitiva di libertà artistica. Commenta l'artista a proposito del brano: "Mi hanno detto che ero troppo grande per una major. Allora ho fatto la cosa più divertente possibile: trasformare quell'insulto in un singolo reggaeton da cantare in faccia a tutta l'industria. Viviamo in un sistema che pretende donne giovani, zitte, intercambiabili e disperatamente riconoscenti. Io invece sono troppo scomoda, troppo scritta bene, troppo libera e soprattutto troppo poco ricattabile. 'Troppo Grande' è dedicata a chiunque si sia sentito dire di essere 'troppo': troppo vecchio, troppo strano, troppo intenso, troppo intelligente. Tradotto? Troppo vero per essere manipolato a loro piacimento." Il videoclip di "Troppo grande", diretto dal pluripremiato regista Adriano Giotti, ha come protagonista la straordinaria (e non più giovane) attrice Letizia Letza, che dà anima e corpo a una ribellione silenziosa. Questa passa attraverso gesti quotidiani che crescono di intensità ed energia fino a esplodere all'esterno, in mezzo alle persone ignare, proprio a voler rivendicare che non si è mai "Troppo Grandi" per fare quello che ci pare, a costo di non essere compresi. È una mini-rivoluzione nel riconquistarsi lo spazio che occupiamo, anche se questo può dare fastidio a molti. Come a dire: "Io sono ancora qui. Che tu lo voglia o no".
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