Collector
Giriş Yap
Il Mondiale lo vince la Spagna, la squadra che ha meno bisogno di gridare | Collector
Il Mondiale lo vince la Spagna, la squadra che ha meno bisogno di gridare

Il Mondiale lo vince la Spagna, la squadra che ha meno bisogno di gridare

Fare un pronostico sui Mondiali pochi giorni prima dell’inizio è uno di quei mestieri inutili ma irresistibili che ricordano due cose: il calcio vive di previsioni sbagliate e senza previsioni sbagliate sarebbe molto meno divertente. Il Mondiale che comincia l’11 giugno sarà il più grande di sempre: 48 squadre, 104 partite, tre paesi ospitanti . In un torneo così lungo e imprevedibile, la prima favorita dovrebbe essere sempre una: il caos. Detto questo, se bisogna scegliere, scegliamo. Il Mondiale 2026 lo vincerà la Spagna. Non è la scelta più romantica, che porta all’Argentina di Messi e al sogno di vincere due Mondiali consecutivi. Non è la scelta più muscolare, che conduce alla Francia, una macchina che da anni sembra costruita per arrivare almeno in finale. Non è nemmeno la scelta più narrativa, perché l’Inghilterra continua a essere il più grande esperimento mondiale su come trasformare il talento in psicodramma nazionale. E non è la scelta più teatrale, perché il Brasile di Ancelotti conserva sempre il fascino della resurrezione possibile. Ma la Spagna ha qualcosa che le altre hanno meno: un’identità tecnica collaudata, una generazione giovane e una qualità rara nei tornei brevi, la capacità di giocare partite diverse restando sempre se stessa. La Francia è forse la squadra più completa. L’Argentina la più esperta. L’Inghilterra quella con più talento offensivo. Il Brasile la più imprevedibile. Ma la Spagna è la squadra che oggi sembra sapere meglio cosa fare con il pallone, anche quando il pallone pesa. I modelli statistici aiutano fino a un certo punto. Alcune simulazioni mettono la Spagna davanti a tutti, altre indicano la Francia come favorita. Il che conferma una verità consolante: anche gli economisti, quando devono scegliere chi vincerà un Mondiale, diventano baristi. Perché un Mondiale non lo vince quasi mai soltanto la squadra più forte. Lo vince quella che riesce a sopravvivere a infortuni, supplementari, rigori, clima, arbitraggi e improvvise epifanie di un terzino coreano. Lamine Yamal è la meraviglia, Nico Williams lo strappo, il centrocampo la grammatica. Non è più soltanto possesso palla e nostalgia di Xavi e Iniesta. E’ diventata qualcosa di più contemporaneo: palleggio e verticalità, controllo e ferocia. La Francia resta l’avversaria più credibile. Ha Mbappé, profondità e memoria di vittorie. Ma ha anche il peso delle aspettative. La Spagna, invece, conserva ancora una certa leggerezza: non quella dell’outsider, ma di chi sente di essere nel pieno della propria crescita. L’Argentina merita rispetto, ma ripetersi è quasi impossibile. L’Inghilterra ha abbastanza talento per vincere tre tornei e abbastanza storia per perderne quattro. Il Brasile ha il vantaggio di Ancelotti e lo svantaggio di essere il Brasile. Per questo la previsione è Spagna. Poi il calcio farà il calcio. Ma se oggi bisogna firmare un pronostico, eccolo: finale Spagna-Francia, con la Spagna campione del mondo. E tutti noi pronti, il giorno dopo, a fingere di averlo sempre saputo.

Go to News Site