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James Wilson: “Una colpa ignorare la storia senza possibilità di dialogo” | Collector
James Wilson: “Una colpa ignorare la storia senza possibilità di dialogo”

James Wilson: “Una colpa ignorare la storia senza possibilità di dialogo”

Caro Direttore, prima di tutto grazie per avermi dato la possibilità di partecipare attivamente a questo confronto su un tema così vicino e sentito da tutti noi laziali. Entrare nel merito della questione, dovendo abbinare il presidente Claudio Lotito alla nostra amata Lazio, mi crea una sorta di disagio, sia emotivamente che sentimentalmente parlando. Sinceramente non riesco più ad associare il nostro meraviglioso mondo biancoceleste ad una figura che oggi, più che mai, si mostra lontana anni luce da tutti quei valori e quei principi che da sempre ci hanno profondamente contraddistinto. È come se, con il tempo che è trascorso, si fosse creata una distanza incolmabile tra tutto quello che la Lazio rappresenta e chi dovrebbe averne la massima cura. Dal mio punto di vista, il più grave e imperdonabile tra gli errori, è stato quello di infangare e offendere la nostra storia, definendola “questa cazzo di storia”, colpendo così nell'intimo ciascuno di noi tifosi. Come può un popolo così fortemente dignitoso, così enormemente legato all'orgoglio di una maglia e di una storia maledettamente unica e irripetibile, rimanere passivo e fermo a guardare un tale oltraggio? Impossibile. Quella frase, per molti di noi, è stata una ferita profonda, perché ha toccato non un semplice dettaglio, ma l'essenza stessa della nostra identità. Io, insieme alla grande maggioranza dei tifosi laziali, ci sarò sempre, e sarò pronto con forza, orgoglio, coraggio, signorilità e anche con i nostri tanti difetti a lottare. Lo farò sempre supportato e accompagnato da tutti i cuori biancocelesti che purtroppo non sono più tra noi: nonni, genitori e amici che con la loro passione, il loro amore, i loro racconti e soprattutto il loro esempio ci hanno permesso di essere ciò che siamo oggi. Fieri di un'identità così precisa da non permettere a nessuno di sminuirla. È proprio a loro che pensiamo, è la loro eredità che preziosamente custodiamo, ed è anche per onorare la loro memoria che oggi scegliamo di non abbassare la testa. Io non ho la presunzione di avere una soluzione, ma certamente, quando ci si trova di fronte a una persona incapace di mettersi in discussione, che chiude ogni porta e si ritiene inoltre l'unica detentrice della verità, è impossibile evitare questo declino. Il dialogo, quando manca da una sola parte, non può esistere. Eppure, nonostante tutto questo, io respiro ogni giorno la compattezza e l'unione totale di un popolo che, a prescindere dall'esito, ha ben capito quale sia la strada da intraprendere. Ed è proprio tutto questo che mi fa sentire profondamente fiero e orgoglioso di farne parte. Direttore, nel salutarla e ringraziarla nuovamente, ora tornerò alla mia quotidianità, fatta di mattinate trascorse con gli amici, i professionisti e soprattutto i veri laziali, con i quali ho il grande privilegio di condividere gioie e dolori della nostra tifoseria, unica e ineguagliabile.

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