Quotidiano Libero
Due partite amichevoli, due vittorie della nostra nazionale, la prima contro il Lussemburgo, successivamente contro la Grecia. Selezionatore Silvio Baldini. I tanti ds del nostro Paese avevano fatto passare la vittoria sul Lussemburgo come una cosa di normale amministrazione data la differenza di qualità, almeno apparente, tra il nostro e il calcio degli avversari. Nessuno che tenesse conto però di come, con la maglia del Lussemburgo, si potessero celare atleti che attualmente giocano in Premier, in Bundesliga e in Ligue One. Ci mancava comunque la controprova ed è arrivata contro la Grecia. Nazionale ancora vincente per 1-0, sempre con un gol di Pio Esposito, giocando tra l’altro anche in dieci dal 68’ per l’espulsione di Reggiani. Una piccola gioia nel buio attuale del calcio italiano che serve però a tenere accesa la fiammella della speranza. Tra l’altro bello vedere esultare titolari e panchina al fischio finale, non accade sempre che un’Under 21 batta due nazionali maggiori in pochi giorni. Baldini è il mentore di questa Nazionale che noi abbiamo definito volutamente “selezionatore”, anziché ct, perché riteniamo che alla Nazionale serva un selezionatore più che un allenatore, che sappia fare le convocazioni giuste e sappia leggere la partita durante il suo svolgimento. Tra i compiti del ct non c’è infatti quello di allenare, ma di saper mantenere la forma con la quale gli arrivano i convocati, con le modalità che le società interessate gli trasmettono di volta in volta. Se poi è anche un bravo allenatore, soprattutto un uomo vincente (e Baldini ha dimostrato di esserlo ultimamente sia con la Under 21 che con la promozione del Pescara in serie B), sono le caratteristiche necessarie per mandare in campo un organico compatto che possa dare del filo da torcere agli avversari. Se poi, al di là delle parole di circostanza, riesce anche a trasmettere il suo pensiero vincente nella testa dei giocatori, vuol dire che è credibile e stimato dai suoi e Baldini lo è, e ciò è dimostrato dall’impegno che i suoi mettono in campo per non perdere palla o riconquistarla. Se infine ha il coraggio di convocare in nazionale i giovani dell’Under 21, al posto di coloro, blasonati, ma eliminati dalla Bosnia, vuol dire che è sicuro delle proprie forze e di quelle dei suoi che lo ricambiano con i risultati oltre al gioco piacevole visto in campo. E non era facile fare di una gara amichevole un palcoscenico con tanti giovani in evidenza, che sono le forze future della nostra nazionale, tra l’altro non ancora avvezze ai grandi eventi ma con tanta voglia di mettersi in evidenza con la maglia azzurra. Baldini è riuscito nell’intento di alleggerire la maglia della nazionale anche per ragazzini non abituati a vestirla, che si affacciavano per la prima volta alla grande ribalta. Questo è Baldini signori, un uomo loquace che non la manda a dire a nessuno, che impersona la figura di un vero “capo” o “ct”, come dir si voglia, che desidera veramente dimostrare al mondo il valore del calcio italiano, purtroppo disperso nel tempo da una mala gestione.
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