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Salvini: "Vannacci in coalizione? Non chiudo le porte". Per il vicepremier il generale è un incubo | Collector
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Salvini: "Vannacci in coalizione? Non chiudo le porte". Per il vicepremier il generale è un incubo

Roberto Vannacci nella coalizione di centrodestra? "Io non chiudo mai niente a nessuno" . A dirlo è il segretario della Lega Matteo Salvini, che poi ha specificato: "È chiaro che se attacchi il governo e poi cambi idea...". Poche parole che tradiscono un certo fastidio all'ipotesi di un eventuale ingresso del generale (ex leghista) e del suo Futuro Nazionale nella compagine di destra, nonostante l'ipotesi stia rimbalzando da giorni nello schieramento. "Parliamo del centrodestra di oggi, di quello che sarà ne parleremo un'altra volta – ha aggiunto Salvini, cercando di deviare –. C'è una coalizione che governa a Roma e in regione (Lombardia, ndr) e quella è la coalizione che si presenta ai cittadini, poi vedremo cosa succederà ". Per poi concludere: "Oggi c'è un centrodestra che governa in Italia", anche se "c'è qualcuno che quasi quotidianamente polemizza con il governo". Il suo elettorato di riferimento sembra avere le idee più chiare. Stando a un sondaggio di Swg, il 63 per cento degli elettori di centrodestra vorrebbe Futuro Nazionale di Vannacci dentro alla coalizione di centrodestra . La maggioranza (il 35 per cento) è convinta che la linea di Futuro Nazionale appartenga a questa area politica. Per il restante 31 per cento, invece, pur non vedendo nella coalizione un approdo naturale per il generale, ritiene che dovrebbe comunque entrare a farne parte "per non rischiare di far vincere il centrosinistra". E di fatti, numeri alla mano, il centrodestra riuscirebbe a vincere le elezioni solamente con Futuro Nazionale dentro, ottenendo il 47,1 per cento dei voti contro il 45,1 del campo largo. Al contrario, se scorporati, il centrodestra si fermerebbe al 42,6 per cento , lasciando per strada il 5,2 per cento incassato dal partito vannacciano. Di sicuro per Salvini sarebbe un boccone amaro stringere di nuovo la mano al generale in campagna elettorale. Pochi mesi prima dell'addio al Carroccio, dal palco di Pontida Vannacci cercava ancora di sgombrare il campo dalle voci di una sua fuoriuscita dal partito. “Mi accusano di usare la Lega come un taxi, e invece sono qui con voi. Io ancora credo nella parola data e nell'onore”. Quelle stesse parole sono state ripubblicate a febbraio da Salvini, accompagnato da un lungo e amaro messaggio di addio. "Arrabbiato? No. Deluso e amareggiato" , scriveva il vicepremier. "Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire. Da parte mia e di tanti, sempre massima disponibilità. Dispiace umanamente prima ancora che politicamente, ma andiamo avanti tranquilli per la nostra strada". La rottura fra i due si è via via fatta più aspra. Con accuse di ingratitudine da parte di Salvini, a cui poi il generale ha risposto dandogli del traditore. "È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero, che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un'altra direzione", commentava Vannacci nei giorni successivi al divorzio. Poco dopo è arrivato Futuro Nazionale, la sua creatura di "vera destra", che ha calamitato al suo interno deputati da tutto il centrodestra (Carroccio in primis), oltre che avviare una guerra social con la Lega a colpi di post, accuse e giochi di parole. Non proprio lo sfondo adatto a dare vita a una coalizione compatta . Nonostante tutto, oggi Salvini ha lasciato accostata la porta per un'alleanza (per quanto traballante e incerta). Ma c'è chi invece ha deciso di chiuderla sbattendo. "La Lega non ha bisogno di ragionamenti su come arginare Vannacci. Anzi, la sua uscita dalle nostre fila ha fatto chiarezza sulla linea politica del partito", ha detto in un'intervista Riccardo Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera. Toccherà a Salvini fare chiarezza sul da farsi. Domani si terrà il consiglio federale della Lega a Roma, e il ministro ha già annunciato che "nelle prossime settimane sistemeremo quello che va sistemato. Ci sono lavori in corso da mesi, non da tre giorni. Evidentemente è un percorso lungo". Sul tavolo c'è il dossier Zaia, che – come scriviamo qui – tratta da una posizione di forza nel partito e punta a controllare le liste del nord per le politiche, oltre ad avere un canale privilegiato con la premier. L'elefante nella stanza però rimane il generale, che stasera sarà ricevuto su La7 da Lilli Gruber . E chissà che questa ospitata non gli faccia raccogliere altri potenziali elettori .

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