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Chiara Gribaudo contro Paolo Mieli: "Non si decide nei salotti tv" | Collector
Chiara Gribaudo contro Paolo Mieli:

Chiara Gribaudo contro Paolo Mieli: "Non si decide nei salotti tv"

Chiara Gribaudo contro Paolo Mieli . Al centro la corsa alla premiership nel campo largo. "Io penso che Elly Schlein deve rimettersi a tessere la tela e per rimettersi a tessere la tela seriamente deve ritirarsi dalla corsa per la Presidenza del Consiglio. Secondo me farebbe bene a tirarsi fuori. Se è una grande leader, come io penso che sia, si deve chiamare fuori e dire 'io non sarò la candidata del centrosinistra alle prossime politiche'", sono state le parole del giornalista ospite di Otto e Mezzo . Affermazioni non passate inosservate e subito commentate dalla vicepresidente del Partito democratico: "Cosa non va in Elly Schlein? Questa domanda andrebbe fatta a Mieli, ma rimarrebbe una sua opinione personale perché le leadership dei partiti e delle coalizioni non vengono decise nei salotti tv , e mi permetto di aggiungere: per fortuna. Lo decidono gli elettori e le elettrici, che infatti si sono espressi a favore di Schlein alle primarie". Intervistata da L'Unità , Gribaudo ribadisce che "alla segretaria non manca nulla e il Partito Democratico dovrebbe continuare a lavorare per diventare un’alternativa alla destra e non nella perenne ricerca di un’alternativa a Elly Schlein. Se la segretaria va giudicata, lo si faccia sui risultati e sulle idee, non su opinioni espresse in tv". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47901202]] E su Pina Picierno, reduce dall'addio al Pd: "Il Partito democratico non è e non sarà mai una caserma. Per questo, se una persona non si sente più a casa è giusto che lasci quelle quattro mura e a Pina Picierno auguro sinceramente di trovare lo spazio politico a lei più congeniale, senza però che questo si traduca in riversare rancori o critiche gratuite senza alcuna base reale. La complessità, in questi anni, l’abbiamo affrontata ogni giorno, spesso assumendoci responsabilità difficili mentre altri preferivano commentare da bordo campo. Ridurre il confronto politico interno a una presunta ossessione identitaria mi sembra una lettura semplicistica e ingenerosa verso tante persone che nel Pd continuano a lavorare per tenere insieme valori, governo e rappresentanza sociale. La complessità si governa rimanendo nelle contraddizioni e provando a risolverle. È un lavoro meno comodo, ma è quello che molti e molte di noi continuano a fare, salutando con affetto invece chi decide di abbandonare il campo". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47916684]]

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