IL TEMPO
Il Bundestag rinuncerà quest'anno all'aumento automatico delle indennità dei parlamentari. I gruppi di governo di Cdu-Csu e Spd hanno deciso di presentare un disegno di legge per sospendere l'adeguamento previsto dal 1° luglio, inviando così un "segnale di risparmio" ai cittadini in un contesto di difficoltà economica. La decisione dovrà essere approvata entro il 30 giugno prossimo. Il meccanismo, inserito nella normativa riguardante i deputati, collega infatti gli stipendi parlamentari all'andamento medio dei salari in Germania. Senza interventi, le indennità dei 630 deputati del Bundestag aumenterebbero di 497 euro al mese, passando dagli attuali 11.833 euro a circa 12.330 euro mensili. Dalle fila della coalizione di governo spiegano che la rinuncia è legata alla situazione economica del Paese e alle misure di rigore attese nei prossimi mesi. "Nell'attuale situazione di bilancio ed economica sono necessarie riforme strutturali, che comporteranno anche sacrifici per i cittadini", hanno fatto sapere fonti della maggioranza. In questo contesto "credibilità e responsabilità impongono che anche i parlamentari contribuiscano agli sforzi di risparmio". La sospensione dell'aumento gode di un ampio consenso politico. Anche Verdi, AfD e Linke hanno giudicato inopportuno un incremento delle indennità nell'attuale fase economica, garantendo di fatto una maggioranza parlamentare certa per il provvedimento. Tuttavia, AfD e Linke chiedono un intervento più radicale: non una sospensione limitata al 2026, ma l'eliminazione stabile del meccanismo automatico di adeguamento. La co-presidente del gruppo parlamentare della Linke, Heidi Reichinnek, ha definito il congelamento annuale "il minimo indispensabile". La misura sembra inoltre riflettere il sentimento dell'opinione pubblica: secondo un sondaggio rappresentativo realizzato a metà maggio, l'85% dei ritiene tedeschi che i deputati dovrebbero rinunciare a qualsiasi aumento salariale nell'attuale situazione economica.
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