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Legge sul fine vita, Craxi (FI): "Puntiamo ad un'ampia intesa" | Collector
Legge sul fine vita, Craxi (FI):

Legge sul fine vita, Craxi (FI): "Puntiamo ad un'ampia intesa"

Forza Italia ha presentato in Senato "una serie di emendamenti al testo unificato dei relatori Zanettin-Zullo sul fine vita con l'obiettivo di trovare un'intesa la più ampia possibile sugli aspetti più delicati del provvedimento". Lo spiega la presidente dei senatori azzurri Stefania Craxi. "Il nostro tentativo di mediazione punta a portare a conclusione l'iter di una legge seria e condivisa, rispettosa di tutte le sensibilità, in primis del mondo cattolico. Una legge che gode di ampio consenso nell'opinione pubblica e che vuole dare una risposta a persone che vivono situazioni di profonda sofferenza". Tra gli emendamenti depositati, afferma ancora Craxi, "uno in particolare riguarda il ruolo del servizio sanitario nazionale, e prevede che l'assistenza alla morte medicalmente assistita possa avvenire attraverso i medici ospedalieri o di medicina generale, su base volontaria e gratuita, nell'ambito dell'attività libero professionale ovvero in intra moenia. Fatto salvo, ovviamente, il diritto all'obiezione di coscienza. Auspichiamo che questo sforzo trovi apprezzamento nel Paese e nel Parlamento e che si possa aprire un dialogo più proficuo di quello che c'è stato fino ad oggi. La finalità è quella di arrivare all'approvazione della legge entro la fine della legislatura". La scorsa settimana l'aula di Palazzo Madama aveva approvato la richiesta di sospensiva avanzata dalla maggioranza sul provvedimento, al fine del ritorno in Commissione. Un voto, nel giorno in cui approdava in aula il ddl a firma del senatore dem Alfredo Bazoli, che dava seguito all'iniziativa politica stimolata da Forza Italia per un ulteriore approfondimento. Secondo Avs "l'Italia ha bisogno di una legge nazionale sul fine vita che garantisca uguali diritti a tutti i cittadini su tutto il territorio". Però "non sono ammissibili scorciatoie privatistiche, soltanto il Servizio sanitario nazionale può assicurare uniformità di trattamento, tutela della dignità delle persone e assenza di discriminazioni economiche o territoriali nell'accesso al fine vita".

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