IL TEMPO
Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha risposto a interrogazioni sulle iniziative volte a garantire trasparenza nella raccolta dei fondi umanitari per la popolazione palestinese da parte di reti associative (presentata da Augusta Montaruli, Fratelli d'Italia). Queste le parole al question time andato in scena a Montecitorio: “Sono già intervenuto proprio in quest'aula nei mesi scorsi sul tema dell'operatività in Italia di soggetti legati all'organizzazione terroristica di Hamas e più in generale dei rapporti non sempre trasparenti tra associazioni impegnate ad aiutare la popolazione di Gaza ed elementi più o meno direttamente e strettamente collegati ad Hamas. Peraltro è proprio di oggi la notizia dell'arresto a Milano di due cittadini egiziani ritenuti esponenti della Fratellanza Musulmana in Italia che, come è noto, ha stretti legami con Hamas. I due stranieri, da una parte, erano noti attivisti filo-palestinesi e dall'altra risultano indagati per aver avviato un fiorente e lucroso sfruttamento di cittadini stranieri simulando false assunzioni in cambio di cospicue somme di denaro. Come ministro dell'Interno ho tenuto conto delle indagini tutt'ora in corso e non posso che ribadire che si dovrà attenderne la conclusione per valutare l'intera vicenda e le sue implicazioni complessive. Ma già ora è possibile trarre alcuni spunti di riflessione”. “In sostanza – ha proseguito Piantedosi - si ripropone il problema di verificare la liceità di associazioni che, dietro il paravento della causa palestinese, di fatto perseguono fini illeciti e persino terroristici. È un dato su cui richiamo l'attenzione soprattutto di chi in alcune occasioni ha manifestato vicinanza critica e puramente ideologica a personaggi coinvolti nelle indagini, sottovalutando in buona fede l'opacità di soggetti che si muovono in un'area nella quale la linea di separazione tra intenti apprezzabili e propositi meno limpidi non è affatto chiara. Per il resto evidenzio ancora una volta l'eccellente qualità dei nostri apparati investigativi ed intelligence nel campo della prevenzione antiterrorismo. Faccio riferimento a competenze solide di grande professionalità e al lavoro sinergico tra le varie componenti del sistema, che trova la sua punta di diamante nell'attività del Centro analisi strategica antiterrorismo. Un altro elemento decisivo è dato dalla cooperazione internazionale di Polizia e Giudiziaria, sia bilaterale che multilaterale, con organismi come Interpol, sia come Europol e Eurojust. Grazie a queste professionalità dall'inizio del Governo abbiamo espulso 250 cittadini stranieri considerati pericolosi per la sicurezza nazionale. Concludo osservando che la sicurezza nazionale è un bene da preservare con l'aiuto di tutte le forze politiche e sociali, nella consapevolezza che si tratti di una precondizione per garantire la libertà di tutti i cittadini. È una strada, le assicuro, che continueremo a perseguire mantenendo sempre alta l'attenzione”.
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