IL TEMPO
Dodici arresti tra Caserta e Napoli contro presunti componenti della cosiddetta “banda del buco”, gruppo specializzato in assalti a banche, uffici postali e gioiellerie attraverso cunicoli sotterranei scavati nelle fogne o sotto i pavimenti degli edifici. È il risultato dell'operazione della Squadra Mobile della Polizia di Stato della Questura di Caserta, coordinata dalla Procura di Napoli Nord, che ha portato all'esecuzione di misure cautelari nei confronti di tutti italiani ritenuti coinvolti in una serie di colpi messi a segno nel Casertano e in altri tentativi falliti. Gli investigatori non escludono collegamenti con la spettacolare rapina compiuta il 16 aprile scorso al Crédit Agricole di piazza Medaglie d'Oro, al Vomero, quando un commando raggiunse il caveau passando attraverso la rete fognaria e tenne in ostaggio 25 persone. Tra gli episodi contestati figura la rapina alla gioielleria “Marotta” di Aversa del 20 luglio 2022. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i banditi entrarono nel negozio attraverso un tunnel scavato sotto il pavimento. Armati di pistole a salve e travisati con tute integrali bianche, immobilizzarono il titolare, il figlio e un cliente, legandoli e rinchiudendoli nel bagno prima di fuggire con gioielli e preziosi per circa 300mila euro, oltre a un Rolex Air King rubato al cliente presente nel locale. Nell'ordinanza di oltre 400 pagine, firmata dal gip del tribunale di Napoli Nord, Fabrizio Forte, viene ricostruita l'organizzazione del gruppo. Per gli investigatori F.R. avrebbe avuto il ruolo di palo e coordinatore esterno, monitorando i movimenti nella zona e mantenendo i contatti con gli uomini all'interno del tunnel tramite auricolare. Un altro indagato avrebbe invece assicurato la fuga di uno dei complici a bordo di uno scooter Piaggio Beverly partito da Giugliano in Campania. Ai fermati vengono contestati, a vario titolo, i reati di rapina aggravata, porto abusivo di armi, possesso di strumenti da scasso e falsificazione di targhe. Uno degli arrestati è inoltre accusato di detenzione illegale di munizioni trovate nella sua abitazione di via San Carlo Borromeo. L'inchiesta coinvolge anche altri presunti appartenenti all'organizzazione, ritenuti promotori dell'associazione per delinquere finalizzata alle rapine con la tecnica del buco. Secondo la Procura, il gruppo avrebbe utilizzato come basi operative due bar di Giugliano in Campania, pianificando assalti a istituti di credito e uffici postali attraverso cunicoli sotterranei collegati alla rete fognaria. Contestati anche episodi di ricettazione di auto rubate, possesso illegale di armi e riciclaggio dei proventi delle rapine. Per diversi indagati il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre altri sono finiti agli arresti domiciliari.
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