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Bosnia, esplode il caso del militare italiano: "Una spia all'allenamento" | Collector
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Quotidiano Libero

Bosnia, esplode il caso del militare italiano: "Una spia all'allenamento"

La spia che venne dal freddo, anzi in questo caso venuta “nel” freddo, quello di Zenica , sobborgo a nord di Sarajevo. E non è un romanzo di Le Carré, piuttosto una grottesca fake news che anticipa la partita più importante dell’anno, quel Bosnia – Italia che decide chi andrà al mondiale americano e chi, invece, resterà a casa. La vicenda: durante un allenamento della nazionale della Bosnia (a Butmir , sempre vicino Sarajevo), è stato notato un uomo in uniforme militare che stava filmando con il telefono. Secondo quanto afferma il giornale bosniaco Klixba ' si sarebbe stazionato all'esterno della struttura d'allenamento della Bosnia, inizialmente in maniera innocua, per poi tirare fuori dalla tasca uno smartphone e iniziare a filmare. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47052097]] Scatta subito l’allarme e i media bosniaci hanno immediatamente parlato di una possibile “spia italiana” inviata per osservare gli schemi di Barbarez in vista della partita contro l’Italia. Sospetto surrogato dal fatto che il soldato è rimasto oltre i 15 minuti iniziali aperti al pubblico. Identificato, è stato riconosciuto come un militare italiano della missione EUFOR (forza UE in Bosnia). E la base militare si trova proprio accanto al campo di allenamento, quindi la sua presenza non è così strana. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47054409]] L’allarme è, per fortuna, subito rientrato e fonti del ministero della Difesa italiana hanno spiegato che non c’è nessuna spia né tanto meno l’uomo ha legami con la Nazionale di Gattuso . Da appassionato di calcio, stava semplicemente osservando (e forse filmando) senza secondi fini. Insomma, tutto un equivoco gonfiato dai media e che, molto probabilmente, costerà al soldato al massimo una ramanzina per imprudenza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47053270]] Di sicuro, non è un avvicinamento facile alla partita, visto il già consumato episodio dell’esultanza di Dimarco e compagni davanti al monitor al momento dell’eliminazione del Galles , ripresa da Raisport e che ha fatto infuriare i bosniaci e costretto Dimarco a pubbliche scuse in conferenza stampa. Per fortuna, ci ha pensato Dzeko , con una conferenza stampa da applausi, a ricordare quanto la Bosnia rispetti l’Italia, prima nazionale a giocare a Sarajevo con le bombe che ancora cadevano dal cielo nel lontano 1996 . Ora l’unica parola che conta sarà quella del campo.

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