IL TEMPO
L'Italia accelera sulla nuova corsa alla Luna e punta a consolidare un ruolo da protagonista nella futura presenza umana stabile sul satellite terrestre. È questo il quadro che emerge dalla missione a Washington del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, impegnato nel rafforzamento della cooperazione industriale e tecnologica con gli Stati Uniti nei settori dello spazio, dell'intelligenza artificiale e delle materie prime critiche. Il perno dell'intesa è la collaborazione con la Nasa nell'ambito del programma Artemis, il progetto che punta a riportare l'uomo sulla Luna e, soprattutto, a costruire una presenza continuativa e strutturata sul suolo lunare attraverso infrastrutture permanenti, moduli abitativi e sistemi tecnologici avanzati. L'accordo apre alla partecipazione delle imprese italiane nello sviluppo di moduli abitativi, sistemi di comunicazione e infrastrutture scientifiche destinate alla superficie lunare. In particolare, il distretto aerospaziale di Torino viene indicato come uno dei principali poli industriali chiamati a contribuire alla realizzazione del modulo abitativo che potrebbe essere progettato e costruito in Italia prima del suo impiego operativo nelle missioni Artemis. L'orizzonte temporale resta quello dei prossimi 7-10 anni, entro cui si punta a rendere operativa una presenza umana stabile sulla Luna, non più legata a missioni brevi ma a una presenza continuativa, funzionale allo sviluppo scientifico e tecnologico in ambiente extraterrestre. Nel quadro della collaborazione si inserisce anche la possibilità di un astronauta italiano impegnato nelle future missioni del programma Artemis, elemento che avrebbe un forte impatto simbolico oltre che scientifico, rafforzando il ruolo del Paese nello scenario spaziale internazionale. Sul piano politico e industriale, l'intesa viene letta come un passaggio decisivo per la space economy italiana. A sottolinearlo è il deputato di Fratelli d'Italia e presidente dell'Intergruppo parlamentare per la Space Economy, Andrea Mascaretti, che inquadra l'accordo come un riconoscimento diretto del sistema industriale nazionale. Mascaretti evidenzia che “particolarmente significativo è il riconoscimento del ruolo delle imprese italiane e dei nostri distretti tecnologici, a partire dal polo di Torino, che saranno chiamati a contribuire concretamente al successo delle missioni di lungo periodo”, rimarcando come il coinvolgimento della filiera italiana rappresenti un elemento centrale del progetto lunare. Il parlamentare aggiunge poi che “questo accordo conferma inoltre la presenza di un astronauta italiano nelle future missioni lunari del programma Artemis”, sottolineando come ciò rafforzi “ulteriormente il prestigio e la visibilità internazionale del nostro Paese”, in una fase in cui la competizione tra potenze torna a concentrarsi sullo spazio. Mascaretti amplia quindi la lettura politica dell'intesa, definendola “una svolta storica: lo Spazio non è più soltanto esplorazione, ma infrastruttura industriale, tecnologia abilitante e leva di crescita economica”, e insistendo sul fatto che si tratti di un cambiamento strutturale nel modo di intendere le attività spaziali. In questa direzione, il deputato afferma che “l'Italia dimostra di avere le competenze, le imprese e la visione per essere protagonista in questa nuova fase”, evidenziando come il Paese sia in grado di inserirsi stabilmente nelle filiere tecnologiche più avanzate a livello globale. Mascaretti collega infine l'intesa alle ricadute economiche interne, sottolineando la necessità di trasformare queste opportunità in “sviluppo, occupazione qualificata e competitività per il futuro del nostro sistema Paese”, e inquadrando la space economy come un settore strategico non solo per la ricerca, ma anche per la crescita industriale. In questo scenario, la nuova corsa alla Luna si configura sempre più come una sfida globale che unisce geopolitica, industria e innovazione tecnologica. E l'Italia, forte delle proprie competenze aerospaziali e della collaborazione con gli Stati Uniti, punta a ritagliarsi un ruolo stabile nella costruzione della futura infrastruttura lunare permanente.
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