Agi Agenzia Italia
AGI - Vita difficile per i vegetariani a Pasqua . Perché per una tradizione che si rispetti, il ‘re’ della tavola è immancabilmente l’ agnello , in tutte le sue versioni. Da quello al forno, come si mangia in Toscana , a quello fritto, come molti l’apprezzano in Emilia Romagna , dal classico abbacchio a scottadito , prelibatezza che si gusta nel Lazio , fino al ‘capretto’ al forno o in umido, come si usa chiamare in Sicilia ma che sempre agnellino da latte è. E poi c’è l’agnello brodettato in Abruzzo o quello cucinato insieme al maialino al forno in Sardegna . E questo solo per fare pochi esempi. Perché si sa che il Bel Paese è maestro di tavola. Sull’ agnello – spieghiamo per i pochi che non lo sapessero – la tradizione ha antiche radici: nell’ Antico Testamento , durante l’ Esodo , ogni famiglia ebraica doveva sacrificare un agnello e segnare con il suo sangue la porta di casa; un gesto che serviva ad essere risparmiati dall’ultima piaga di Egitto. E l’agnello veniva mangiato arrostito. Poi, con il cristianesimo , il simbolo si trasforma e l’agnello diventa immagine di Cristo sacrificato per la salvezza dell’umanità. Da qui, la tradizione ormai più culturale che religiosa, di mangiare l’agnello, associato ai valori della resurrezione e della speranza . La versione vegetariana E chi è vegetariano ? In tempi ormai ‘politicamente corretti’ non può mancare la versione veg . E così c’è chi si diletta tra bocconcini di soia con vino e carciofi o costolette di seitan con patate arrosto. Le altre specialità regionali Agnello a parte, ci sono poi infinite varietà locali sui cibi che affolleranno le nostre tavole domenica di Pasqua . Dal casatiello campano , ormai esportato ovunque, farcito con uova , salame , mozzarella , con la variante ‘irpina’ meno pepata, alla pizza con le erbe ripiena con scarola ripassata con uvetta, acciughe, pinoli e olive; dai passatelli in brodo alla ‘ pagnotta di Pasqua ’, una pasta lievitata tipo brioche a metà tra dolce e salato con uvetta e aroma di anice (tipico menù dell’ Emilia Romagna ) fino al pane 'coccoi' , con le uova ‘incastonate’, tipico della tradizione sarda o la celebre pizza al formaggio dell’ Umbria o le ‘ pecorelle’ di marzapane , prelibato dolce della Sicilia . La ricca colazione pasquale e i dolci Una nota a parte merita però la colazione pasquale nel centro Italia e in particolare nel Lazio e a Roma . Qui, appena svegli si trova già la tavola imbandita con numerose prelibatezze : uova sode , salame corallina , formaggio , coratella con carciofi , torta al formaggio e, come tocco di dolce, ovetti di cioccolato in abbondanza. Un rito immancabile , tra dolce e salato, che si consuma la mattina per interrompere il digiuno quaresimale . Una colazione tanto ricca che però nulla toglie poi all’abbondanza del pranzo poche ore dopo. A chiudere i pranzi luculliani pasquali tutti uniti dai dolci : uovo di cioccolato , colomba - che non piace a tutti ma non manca mai – pastiera e chi più ne metta. Perché è vero c’è la tradizione ma poi ognuno si diletta come può e come vuole.
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