Il Foglio
Shelly Kittleson, giornalista americana che collabora con varie testate internazionali compreso il Foglio, è stata rapita a Baghdad tre giorni fa e al momento non è stata localizzata né si hanno notizie sulle sue condizioni fisiche – potrebbe essere ferita. Non ci sono conferme ufficiali nemmeno sui suoi rapitori, ma tutti danno per certo che si tratti di Kataib Hezbollah, un gruppo paramilitare iracheno sostenuto dall’Iran. Lo conferma quel che ha scritto il New York Times, citando fonti anonime della sicurezza irachena: Kataib Hezbollah avrebbe aperto una negoziazione con il governo di Baghdad per scambiare Kittleson con alcuni membri del loro gruppo che sono in carcere per – scrive l’esperto Ali al Mikdam su X – “aver colpito interessi americani con droni e missili”. Il quotidiano libanese al Akhbar, vicino a Hezbollah, ha riportato la frase di una fonte vicina al gruppo iracheno: “In guerra tutto è possibile quando il nemico attacca le nostre forze e versa il nostro sangue. Nessuno è immune”. Le autorità americane stanno lavorando alla liberazione , dalla Hostage Recovery Fusion Cell fino all’Fbi: un agente speciale e un negoziatore per gli ostaggi sono stati assegnati a questo caso.
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