Il Foglio
“Io amo Giorgia Meloni”. Marco Gaetani ha bussato alla porta della sede di Fratelli d’Italia a Lecce pronunciando queste parole: aveva poco più di sedici anni quando decise da studente medio di indossare la casacca della destra. Ora, dopo l’impertinente domanda a Claudia Conte , durante Money Talks, sulla relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha conquistato la ribalta mediatica. La redazione di Money Talks ha specificato che non aveva mai avuto contatti con Conte prima che un intermediario la presentasse ai redattori, suggerendo loro di indagare sulle voci che legavano al ministro. E così è nato il caso. "Non c'è stata alcuna regìa da parte nostra", hanno detto all'Ansa i responsabili del podcast, aggiungendo: "Dopo quello che è successo ci poniamo degli interrogativi se ci sia stato o meno un tentativo di manipolazione". La storia di Gaetani è quella tipica di un “nativo meloniano”: niente infrastrutture ideologiche novecentesche, ma “una piena adesione al patriottismo del nuovo corso della destra italiana”, spiega una dirigente che lo ha visto arrivare in sezione con i pantaloni corti, insieme al gemello Andrea. La loro è una passione politica familiare: la mamma, Maria Luisa Greco, avvocato, è assessore ai Tributi e al contenzioso nella giunta di Adriana Poli Bortone a Lecce , ed è considerata molto vicina ad Oronzino Tramacere, consigliere comunale dell’area di Raffaele Fitto; il fratello è componente del direttivo di Fdi nel capoluogo salentino, mentre Marco è il presidente provinciale di Gioventù nazionale. Oltre le riuscite performance su Radio Atreju, un nuovo media che contribuisce a svecchiare l’immagine troppo conservatrice della destra giovanile, Marco Gaetani è stato protagonista, insieme ad una pattuglia di ragazzi non allineati, di un blitz situazionista proprio nella festa nazionale del 2018, quando fu srotolato – per le ire dei dirigenti di via della Scrofa – lo striscione Fiamma in afFitto , dove la "o" era uno scudo crociato e il messaggio era di dissenso rispetto all’ingresso nella destra dell’allora ex leader di Noi con l’Italia, Raffaele Fitto, ora vicepresidente della Commissione europea. Laureato in Scienze politiche con tesi su Donald Trump , ha fatto uno stage come collaboratore del sottosegretario pugliese alla Salute Marcello Gemmato, e poi è diventato uno dei protagonisti della propaganda social di Fratelli d’Italia. Con lo scoop su Conte-Piantedosi ha contribuito irreversibilmente a dare una ulteriore centralità alle truppe mediatiche meloniane, adattando nel “formato podcast” un approccio corrosivo alla Omnibus, versione Leo Longanesi. Dopo Radio Atreju sembrerebbe pronto a sbarcare a pieni titoli in un settimanale rosa. Chissà.
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