Il Foglio
È tradizione tutta inglese inserire nei quotidiani del primo aprile una notizia falsa, un pesce d’aprile che i lettori devono impegnarsi a scovare: si ha a disposizione tutta la mattinata, finché a mezzogiorno l’inganno viene svelato nell’edizione online. In questa corsa all’assurdità verosimile, grandi e piccole testate gareggiano alla pari, annunciando piani per semplificare i trasporti grazie a una monorotaia, l’acquisto di un castello medievale da parte di Leonardo Di Caprio, la missione Nasa che invierà Liz Truss nello spazio. Anche io, che leggo il Guardian ogni giorno da una quindicina d’anni, mi sono disposto alla ricerca e – pur sospettando del ritrovamento di fondi di caffè in tazze del Quattrocento e del collaboratore del New York Times licenziato per avere fatto recensire i libri all’ AI – subito mi sono convinto che lo scherzo riguardasse il riccone laureato a Oxford che ha donato duecento milioni all’università, però quella di Cambridge, diventando il più grande benefattore della sua storia. È invece poi emerso che il pesce d’aprile era la notizia sul caffè e che quindi il miliardario è davvero riuscito in un colpo solo a superare ogni record di generosità e di ingratitudine, a seconda se siete cantabrigensi od oxoniani. Poco male. Sono certo che fra cento, centocinquant’anni qualche studente o giovane ricercatore, magari proprio beneficiando di una borsa di studio intitolata al riccone, indagherà sulle sue attività e scoprirà che non ha garantito abbastanza diversità, inclusione, parità; o che magari ha favorito più o meno direttamente progetti disdicevoli, mirati allo sfruttamento di lavoratori dei quali ignorava l’esistenza, se non latamente correlati a questo o a quel genocidio; oppure che, a un certo punto della vita, ha inviato un messaggio sconveniente a qualche destinatario riottoso. Andrà a finire che, con unanime moto di indignazione, tutta la comunità accademica pretenderà la cancellazione del nome del miliardario dall’albo dei benefattori e il cambio di denominazione del centro di studi che gli sarà stato dedicato. Allora sì che lo scherzo sarà riuscito e riderà bene chi riderà ultimo.
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