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Una proposta di buon senso per riformare il calcio italiano
Il Foglio

Una proposta di buon senso per riformare il calcio italiano

Ci vogliono facce nuove, dicono i più o meno improvvisati analisti della disfatta del calcio italiano, aggiungendo magari che ci vogliono i giovani o che ci voleva Roberto Baggio (il quale riscuote tutta la mia devozione ma, bisogna riconoscere, non è né giovane né una faccia nuova). Da questa paginetta virtuale, anziché aggregarmi al tono para-grillino delle tricoteuse che sferruzzano sotto la ghigliottina della Federcalcio, mi rimbocco le maniche e lancio invece una modesta proposta che non richiede particolari sforzi né riforme strutturali , a fronte di un beneficio che può rivelarsi cospicuo. Si tratta di far disputare la Coppa Italia a soli giocatori italiani, garantendo alla vincente uno dei quattro posti in Champions League . In questo modo si valorizzerebbe una competizione spesso negletta, si indurrebbero le società a curare i vivai e a non dare in prestito i giovani al Real Monterotondo o alla Folgore Caratese, si abituerebbero le giovani generazioni alla tensione degli scontri dentro-o-fuori, magari con annessi rigori; non si creerebbe un danno economico né ai club né alle tv riducendo le giornate di campionato, si farebbero riposare i campioni stranieri preservandoli da gare che trovano inutili, si garantirebbe la presenza costante in Champions della squadra che schiera i migliori italiani, potenziale blocco su cui costruire la Nazionale. Non c’è bisogno che mi ringraziate, lo so di mio che è un’idea sensata; è il motivo per cui non la applicherà nessuno e tutti continueranno a lamentarsi felicemente.

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