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Il Foglio

Il "quasi" attacco hacker agli Uffizi

Speriamo che le password del ministro Piantedosi siano più blindate di quelle degli Uffizi (sia detto così, senza malizia). Ieri il Corriere spara un missile balistico: “ Attacco hacker, gli Uffizi si difendono ”. Raccontano che il furto di dati sensibili è durato mesi, che hanno dovuto nascondere le opere di Pitti nei caveau. Coi tempi di reazione un drone ucraino arriva Matteo Renzi (non ce ne voglia, ma siamo sempre più convinti starebbe meglio alla Figc che a fare la guerra per procura del campo largo) e spara su Giuli : “Abbiamo gli hacker dentro gli Uffizi che minacciano il nostro patrimonio culturale e il ministro che fa? Alessandro Giuli se ne è accorto o è troppo impegnato a suonare il flauto in onore del dio Pan o a far polemiche con Buttafuoco?”. Ellamadonna, direbbero Cochi e Renato . Passano una manciata di mezz’ore, e arriva una puntuta precisazione dagli Uffizi. Simone Verde non deve averla presa bene, diciamo. In sintesi: “Il pezzo è pieno di imprecisioni, errori ed informazioni infondate che si sarebbero potute evitare”, “non è stato compiuto nessun danno né effettuato alcun furto”. Verso sera il sito del Corriere Firenze pubblica un pezzo che è una specie di Caporetto: “ La precisazione del museo ”. Per il furto stile Louvre, vi aggiornermo.

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