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Torna in servizio il magistrato condannato per minacce a testimoni. Nordio intervenga | Collector
Torna in servizio il magistrato condannato per minacce a testimoni. Nordio intervenga
Il Foglio

Torna in servizio il magistrato condannato per minacce a testimoni. Nordio intervenga

Venerdì prossimo, 10 aprile, rientrerà in servizio dopo due anni di sospensione il magistrato (ex pm a Trani) Michele Ruggiero , già condannato in via definitiva a sei mesi per aver minacciato dei testimoni, e condannato di nuovo in primo grado a tre anni e nove mesi in un altro processo incentrato su accuse di violenza privata su testimoni e falsificazione dei verbali. Ruggiero rientrerà in servizio a Torino come giudice civile . Come sia possibile che un magistrato con questo curriculum possa fare il giudice è un mistero. Ma il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha il potere di impedire questo scempio : può chiedere alla sezione disciplinare del Csm di sospendere in via cautelare Ruggiero. Ruggiero è stato per anni il simbolo della procura di Trani per le sue clamorose inchieste, molto mediatiche ma tutte terminate con archiviazioni e assoluzioni, come quella sui presunti complotti contro l’Italia da parte delle agenzie di rating (condotta indossando in tribunale una cravatta tricolore). Nel gennaio 2023 è stato condannato in via definitiva insieme al collega Alessandro Pesce, rispettivamente alla pena di sei mesi e quattro mesi, per concorso in tentata violenza privata. I due magistrati, nel frattempo promossi alla procura di Bari, sono stati condannati per aver minacciato durante un interrogatorio alcuni testimoni per spingerli ad ammettere di aver pagato tangenti a un imputato nell’inchiesta “Sistema Trani”. E’ rimasta scolpita negli annali la frase “Conosceva la città di Trani? E’ bellissima… guardi dal carcere c’è una visuale sul mare stupenda”, rivolta da Ruggiero a uno dei testi , anche se le minacce sono state in altre occasioni persino più pesanti. Nonostante la gravità dei fatti accertati con sentenza definitiva, la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha respinto la richiesta della procura generale della Cassazione di radiare Ruggiero dalla magistratura e lo ha sanzionato a due anni di sospensione e trasferimento a Torino con funzioni di giudice civile. Da Bari a Torino, praticamente una promozione. Come se non bastasse, durante il periodo di sospensione dal lavoro (in cui il magistrato ha comunque beneficiato di un assegno alimentare di circa 4.500 euro, per non fare niente) Ruggiero ha subìto un’altra condanna ben più pesante a 3 anni e 9 mesi da parte del tribunale di Lecce. Secondo i giudici, il magistrato ha (di nuovo) minacciato alcuni testimoni di sbatterli in carcere per indurli a incolpare degli innocenti di aver percepito delle tangenti , in un’inchiesta del 2014 che portò all’arresto dell’allora sindaco di Trani Luigi Riserbato e di altre cinque persone. Non pago, ha poi falsificato i verbali relativi all’ascolto dei testimoni, omettendo di riportare le ripetute affermazioni con cui le persone ascoltate negavano le accuse a loro contestate, nonché le minacce e le pressioni a loro rivolte . Ecco alcune delle minacce rivolte da Ruggiero a un testimone: “Te ne andrai in carcere pure tu, come se ne è andato l’anno scorso il tuo sindaco”; “anche la sola indagine a tuo carico ti creerebbe un casino di problemi per la laurea, per il tuo futuro, perché ti devi rovinare?”; “ci vedremo tra un mesetto però in una diversa posizione, tu stai dietro alle sbarre e io sto da un’altra parte…” ; “ma perché devo minacciarti di arrestarti per farti dire la verità, porca puttana”. Pur ritenendo accertati i fatti relativi al reato di violenza privata, il tribunale di Lecce ha dovuto dichiarare l’improcedibilità per intervenuta prescrizione del reato, riconoscendo sussistente solo il reato di falso in atto pubblico, per le ripetute falsificazioni dei verbali relativi all’assunzione delle sommarie informazioni. Da qui la condanna per Ruggiero a tre anni e nove mesi. Ma non basta: nel frattempo Ruggiero, da sospeso, ha subìto un’altra sanzione disciplinare (la censura) per omessa informazione dell’emissione di un decreto d’intercettazione quando era pm a Bari. Con la nuova e pesantissima condanna sul groppone, venerdì Ruggiero si presenterà al tribunale di Torino per riprendere la sua attività di magistrato come giudice civile. Quale immagine di correttezza e terzietà Ruggiero possa garantire ai cittadini è un mistero . Dal Csm fanno sapere di dover attendere che la condanna diventi eventualmente definitiva prima di aprire un nuovo procedimento disciplinare. Ma ci sarebbe un altro modo per evitare che Ruggiero rientri in servizio. Secondo una norma della legge che disciplina gli illeciti disciplinari delle toghe (articolo 22 del d. lgs. 109/2006), “ quando un magistrato è sottoposto a un procedimento penale per delitto non colposo punibile con pena detentiva o quando al medesimo possono essere ascritti fatti rilevanti sotto il profilo disciplinare che, per la loro gravità, siano incompatibili con l’esercizio delle funzioni, il ministro della Giustizia o il procuratore generale presso la Corte di cassazione possono chiedere alla sezione disciplinare del Csm la sospensione cautelare dalle funzioni e dallo stipendio , e il collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura, anche prima dell’inizio del procedimento disciplinare”. Data la gravità delle condotte attribuite a Ruggiero, quindi, il ministro Nordio può chiedere alla sezione disciplinare del Csm di sospendere lo stesso Ruggiero. Dopo tante parole spese in campagna referendaria contro la timidezza della giustizia disciplinare dei magistrati, ora Nordio ha l’occasione di passare dalle parole ai fatti.

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