Il Foglio
E’ il gossip dei ministri. Prima Gennaro Sangiuliano e Maria Rosaria Boccia , intreccio caotico dell’autunno 2024. Ora Matteo Piantedosi e Claudia Conte, dopo la sua intervista piombata come un fulmine sulla serenità del Viminale. “ Ma il piano su cui va affrontato e battuto questo governo deve restare anzitutto quello politico, ovviamente, non il contesto privato ”, avverte Dario Nardella . L’europarlamentare dem aveva avuto modo di incontrare l’opinionista televisiva da sindaco di Firenze: era stata la sua giunta, nel 2022, a nominarla nel Consiglio d’amministrazione della Fondazione Marini San Pancrazio – l’ente responsabile dell’omonimo museo, nel centro storico del capoluogo toscano. Ora Conte è al centro delle interrogazioni parlamentari presentate dalla sinistra – prima Avs, poi il Pd in Vigilanza Rai –, per chiarire la natura degli incarichi ottenuti in questi anni con l’eventuale influenza di rappresentanti dell’esecutivo. “Per quanto le questioni personali possano essere rilevanti per l’opinione pubblica, non è così che si sconfiggono le destre. Vinceremo alle prossime elezioni attraverso il confronto sui temi fondamentali: le scelte sull’economia, il fallimento sulla gestione della sicurezza”. E fra i casi di cronaca che sembrano coalizzarsi contro Meloni e la sua cerchia in questi giorni, Nardella preferisce puntare il dito contro “un fatto molto grave”. Si resta a Firenze. Ma si cambia museo: da Piazza San Pancrazio alle Gallerie degli Uffizi, colpite da un attacco hacker su vasta scala. Gli addetti ai lavori minimizzano, fanno presente che “non è stato commesso alcun danno né furto, nemmeno in termini di password sensibili o codici di accesso”. Eppure l’ex sindaco non è convinto: “Si tratta di una falla nel sistema paragonabile al recente furto al Louvre. Ma il governo in questo momento non sa che dire a riguardo: forse è impegnato con la legge elettorale”. Gli fa eco il suo predecessore a Palazzo Vecchio: “Alessandro Giuli si è accorto delle minacce al nostro patrimonio culturale? O è troppo impegnato a suonare il flauto in onore del dio Pan?”, twitta Matteo Renzi, leader di Italia viva. Così il bersaglio passa da un ministro all’altro, dalla forma alla sostanza. Ed è qui che i riformisti all’opposizione confidano di mettere i meloniani alle corde. Passino gli scivoloni, le relazioni pericolose. Ma se in pericolo finiscono la Venere di Botticelli o l’Annunciazione di Leonardo, diventa un guaio per tutti.
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