Il Foglio
Shelly Kittleson, giornalista americana che collabora con varie testate internazionali compreso il Foglio , è stata rapita a Baghdad il 31 marzo. Sono quattro giorni che non ci sono dichiarazioni ufficiali né sulle condizioni di Kittleson, che potrebbe essere ferita, né sugli autori del sequestro che, secondo la stragrande maggioranza degli esperti, farebbero parte di un commando di Kataib Hezbollah, la milizia irachena sostenuta dall’Iran che in queste sei settimane di guerra ha colpito obiettivi americani e dei loro alleati in Iraq. Kittleson, che ha una lunga esperienza da freelance nella regione mediorientale e in Afghanistan, era arrivata a Baghdad il 26 marzo e pianificava di ripartire nel giro di pochi giorni in direzione Erbil. Le nostre fonti non confermano l’indiscrezione del New York Times secondo cui Kataib Hezbollah avrebbe aperto un dialogo con il governo iracheno per scambiare Kittleson con alcuni suoi membri in carcere. È stato aperto un sito, freeshelly.net in cui si possono segnalare la propria solidarietà per la liberazione sul “Wall of Support” e comunicare eventuali informazioni che possono servire all’Fbi almeno a localizzare Shelly Kittleson.
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