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Mondiali di atletica, Roma candidata. Visita dei commissari prima dell'estate
IL TEMPO

Mondiali di atletica, Roma candidata. Visita dei commissari prima dell'estate

Roma ci riprova. Dopo il ritiro due anni fa dalla corsa per ospitare i Mondiali 2027, assegnati poi a Pechino, la Federazione italiana di atletica leggera ha trasmesso alla «World Athletics» la candidatura della Capitale per l'edizione 2029 o 2031. La Città eterna si prepara ora per la visita dei commissari della federazione internazionale, che potrà avvenire tra fine primavera e inizio estate. Un appuntamento importante, perché la commissione trasmetterà alla World Athletics le proprie impressioni e valutazioni. Se saranno positive, la strada verso i Mondiali di Roma sarà un po' più in discesa. Intanto però c'è il sostegno del governo Meloni, a dimostrare che il sistema Stato spinge nella medesima direzione. «Il progetto - fa sapere infatti la Fidal - è stato ritenuto valido dal Governo, che tramite il ministro dello Sport Andrea Abodi ha prodotto una lettera di sostegno, inserita nel dossier». Se Roma riuscisse a prevalere sulle competitor (finora si parla di Londra, Nairobi, Monaco di Baviera e si starebbe muovendo anche l'India) sarebbe per la seconda volta città ospitante per la «regina degli sport», se si escludono le Olimpiadi del 1960 e gli Europei del 1974 e 2024. La Capitale ha ospitato i Mondiali di atletica finora solo nel 1987, l'anno dell'oro di Francesco Panetta nei 3000 siepi e di Maurizio Damilano nei 20 chilometri di marcia. Carl Lewis vinceva il salto il lungo e i 100 metri (stabilendo l'allora record mondiale) e l'Italia era al sesto posto nel medagliere. Da allora il movimento azzurro è cresciuto e oggi conta numerosi campioni in grado di battersi per il podio, da Nadia Battocletti , eccellenza del mezzofondo, a Mattia Furlani , giovanissimo talento del salto in lungo, passando per la saltatrice Larissa Iapichino , Marcell Jacobs nella velocità e Gianmarco Tamberi nel salto in alto. Che onore sarebbe, per loro, salire sul tetto del mondo davanti al pubblico di casa. «Penso che per tutta la nostra generazione azzurra, e anche per i più giovani, possa essere una grandissima occasione - ha commentato infatti Nadia Battocletti, fresca di primato italiano sui 10 chilometri a Lille - Mi auguro davvero che l'evento possa essere assegnato all'Italia, ne saremmo tutti felicissimi». La Fidal intanto punta la data del 5 agosto prossimo, quando bisognerà trasmettere alla World Athletics la documentazione completa «incluse le indispensabili garanzie di sostenibilità economica che, nel nostro caso - precisa la federazione italiana - saranno oggetto di più approfonditi confronti con il Governo». Proprio le coperture finanziarie mancanti, nel 2024, fecero saltare la candidatura di Roma. Stavolta il problema non dovrebbe ripetersi e stando a quanto trapela il budget previsto dovrebbe essere lo stesso di due anni fa: circa 130 milioni , cifra da ritoccare verso l'alto considerati gli anni trascorsi e l'aumento dei costi, così come dovrebbe essere poco più alta in proporzione la quota di finanziamento di 85 milioni richiesta al Governo. A livello di impiantistica, la Capitale ha tutto o quasi quello che serve: in primis lo stadio Olimpico (su cui peraltro dovrebbero essere necessari alcuni ammodernamenti, soprattutto sulle pedane dei salti lungo e triplo, e che è stato proposto anche per gli Europei di calcio 2032) e una pista di riscaldamento a poca distanza, che di solito è lo Stadio dei Marmi. A Roma però gli stadi non sono tutti uguali. Brucia ancora la polemica di un'altra campionessa azzurra, Zaynab Dosso , che dopo aver vinto poche settimane fa a Torun l'oro mondiale indoor sui 60 metri ha denunciato le condizioni «disastrose» della pista su cui si allena all'Acquacetosa. Questa candidatura mondiale sia allora uno stimolo per tutti a fare di più. I romani, intanto, sono pronti a tifare tricolore.

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