La Stampa
Sei aprile 2009, ore 3:32: il terremoto che sconvolse L’Aquila e che si portò via 309 vite torna prepotente ogni anno con le sue lacrime e il ricordo devastante di ciò che fu, tra celebrazioni e commemorazioni. Ma oggi c’è anche chi vuole voltare lo sguardo al futuro: "Vogliamo dimostrare che anche in territori difficili come il nostro si può fare cultura" dice Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila che, quest’anno, è stata nominata Capitale della Cultura.
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