Il Foglio
La missione per salvare il pilota statunitense rimasto nascosto per quasi 48 ore in una fessura tra le montagne iraniane nella regione di Isfahan, a oltre duemila metri di altezza, dopo il silenzio e le operazioni di depistaggio della Cia dei primi giorni, è stata definita ieri dal presidente americano Donald Trump in conferenza stampa “storica”, una delle più complesse, audaci e strazianti operazioni di ricerca in combattimento “che sia mai stata portata avanti dall’esercito americano”. La corsa contro il tempo iniziata venerdì scorso ha coinvolto circa 100 membri delle Forze speciali, guidati da membri del Seal Team 6, con commando della Delta Force e ranger dell’esercito in stato di allerta in caso di necessità, e una forza “convenzionale” ancora più numerosa, fatta di elicotteri, aerei da ricognizione, caccia e aerei cisterna. Sin dalle prime ore, dopo l’abbattimento del caccia F-15 e dell’eiezione in una delle zone più aspre dell’Iran che si è rivelata ostile perfino allo stesso regime iraniano, il pilota è riuscito ad arrampicarsi gravemente ferito grazie a un addestramento intensivo riservato alle forze d’élite, fatto di parole in codice, motti e acronimi, il cui più importante è SERE: sopravvivenza, evasione, resistenza e fuga, un piano a tappe in previsione di una possibile missione dietro le linee nemiche, ideato in risposta alle difficoltà incontrate dai soldati americani presi in ostaggio durante la guerra di Corea. Un ordine esecutivo del presidente Dwight D. Eisenhower stabilì uno standard per i militari minacciati di cattura da parte del nemico, che prevedeva la dichiarazione: “Nel caso in cui venissi catturato, continuerò a resistere con tutti i mezzi a mia disposizione”. La priorità assoluta di ogni militare è la sopravvivenza, il fine ultimo di qualsiasi operazione dal momento dell’inizio dell’emergenza e anche la parola che compone un altro acronimo mnemonico, in cui ogni lettera si riferisce a una serie di azioni progettate per salvare la vita di una persona: “S” sta per valutare la situazione, come curare le ferite e determinare come nascondersi, “V” per dare valore alla vita, “L” per imparare le basi. La formazione è impartita in vari modi nelle Forze armate statunitensi, ma riveste un’importanza particolare per i membri dell’Aeronautica militare, che vengono addestrati alla sopravvivenza agli ambienti più inospitali, dal deserto all’Artico, per evitare la cattura cercando allo stesso tempo di creare le migliori condizioni possibili per essere recuperati e mettere infine in atto una strategia di fuga e resistenza, nel caso in cui si venisse avvistati dal nemico. Lo scorso fine settimana i funzionari militari hanno impiegato ore per localizzare il pilota, stabilire se fosse circondato da iraniani o catturato e accertarne l’identità. Assistiti da una tecnologia speciale esclusiva della Cia, hanno poi avviato al calar della notte la missione di salvataggio con elicotteri delle Forze speciali carichi di commando di pararescue dell’aeronautica, noti come “PJ” e considerati la polizza assicurativa del Pentagono , anch’essi sottoposti all’addestramento SERE. La parola chiave in questo caso però non è sopravvivenza ma salvataggio: il motto di quest’unità è fare l’impossibile affinché gli altri possano vivere, addestrati per quasi due anni ad andare dietro le linee nemiche per recuperare piloti, personale militare o dei servizi segreti statunitensi feriti attraverso lezioni di alpinismo, immersioni e combattimento fino a 40 metri di profondità, lanci con il paracadute in caduta libera, un corso intensivo di certificazione da paramedico e capacità di riadattamento. Quando i militari si sono calati nel territorio nemico perché noi “non lasciamo nessuno indietro”, ha detto ieri Trump, “il piano iniziale è andato in fumo” perché quel territorio sabbioso non era una pista di atterraggio, per avere un piano di backup sarebbe stato necessario aspettare due giorni, invece i tre velivoli sono stati ricostruiti in meno di dieci minuti, ci sono voluti 15 minuti per atterrare, prendere il pilota e ripartire, e tornare a casa “senza nessuna perdita”.
Go to News Site