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Il rapporto Antigone “In difesa dello Stato di diritto” e il populismo penale | Collector
Il rapporto Antigone “In difesa dello Stato di diritto” e il populismo penale
Il Foglio

Il rapporto Antigone “In difesa dello Stato di diritto” e il populismo penale

“Celle senza respiro e dignità calpestata”. Il giorno prima di Pasqua è stato presentato il lodevole e drammatico report annuale di Antigone intitolato “In difesa dello Stato di diritto”, dedicato al lavoro di monitoraggio che l’associazione svolge quotidianamente sulle condizioni di detenzione in Italia. Nel 2025, i volontari dell’Osservatorio di Antigone hanno visitato 118 istituti penitenziari per adulti su 190 esistenti, e tutti i 19 istituti penali per minorenni. Per ogni visita rimane accessibile e a disposizione del pubblico una scheda di relazione. Buone notizie quasi nessuna. C’è invece la notizia delle oltre 8.500 condanne per trattamenti inumani accumulate dallo stato italiano: i numeri del 2025, si legge, hanno superato persino quelli dell’emergenza carceri che portò alla sentenza Torreggiani del 2013, con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò l’Italia per trattamento inumano e degradante dei detenuti. Ora i tribunali italiani hanno dato ragione a 5.837 persone detenute che sostenevano di subire trattamenti inumani o degradanti. Il lavoro del report va oltre i numeri. Ad esempio ricorda che a fine agosto scorso le persone detenute in Italia hanno superato quota 63 mila, con conseguente sovraffollamento – che ormai riguarda anche gli Istituti penali per i minorenni (situazione non disgiunta dai gravissimi casi di violenza su cui sono in corso inchieste al Beccaria di Milano e a Casal del Marmo a Roma). Ma anche a Bologna, scrive il rapporto, sono stati verificati “refettori impraticabili e ragazzi ammassati tra i rifiuti in celle prive di arredi”. Molti i casi di singoli detenuti portati all’attenzione pubblica. Ma è importante almeno un risultato. La lunga campagna di Antigone (e di altri gruppi e associazioni) per denunciare gli effetti devastanti che il Decreto sicurezza avrebbe avuto sulle carceri, specialmente minorili, è stata recepita nel giugno scorso dalla relazione della Corte Suprema di Cassazione, che si è basata anche sui dati raccolti sul campo da Antigone. Un primo passo verso politiche carcerarie meno populiste?

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