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Borse col fiato sospeso in attesa dell'ultimatum di Trump all'Iran | Collector
Borse col fiato sospeso in attesa dell'ultimatum di Trump all'Iran
Il Foglio

Borse col fiato sospeso in attesa dell'ultimatum di Trump all'Iran

Le Borse europee, a fine mattinata, si muovono come chi aspetta una telefonata che può cambiare tutto: piccoli passi in avanti, qualche esitazione, lo sguardo fisso sull’orologio. Milano sale dell’1 per cento a 46.010 punti, Parigi fa lo stesso e Francoforte si ferma a +0,5. Londra resta più prudente a +0,2 per cento. I listini tengono . Alle 20 americane (le due ora italiana) scade l’ultimatum di Donald Trump all’Iran, e i mercati trattengono il respiro. A Piazza Affari brilla Stmicroelectronics in rialzo del 5,5 per cento in scia ai buoni conti di Samsung, mentre Leonardo scivola di oltre il 7 per cento. A pesare sono le voci sempre più insistenti su un possibile addio del ceo Roberto Cingolani , con il governo orientato a non confermarlo alla guida del gruppo della difesa. Il mercato, che sulla continuità del management aveva costruito parte della recente fiducia, reagisce con nervosismo. Il resto del listino si muove con disciplina: banche positive, da Intesa Sanpaolo a Bper, insieme a Inwit e Fincantieri. Ritaccia del 2 per cento lo spread Btp-Bund a 86,7 punti base. Dall’Asia, chiusa qualche ora prima, sono arrivati segnali di momentanea stabilità. Tokyo ha archiviato la seduta senza scossoni con un +0,2 per cento, sostenuta dai titoli tecnologici, mentre Shanghai e Hong Kong hanno oscillato attorno alla parità. Anche lì, più attesa che direzione. Sul fronte delle materie prime, il vero termometro resta il petrolio . Il Brent si mantiene sopra i 109 dollari al barile, il Wti attorno a quota 113 . Livelli elevati, sostenuti dalla tensione sullo Stretto di Hormuz e dalla concreta possibilità che l’offerta resti compressa, nonostante gli annunci di aumento della produzione da parte dell’Opec. Il gas europeo, ad Amsterdam, si muove invece in lieve calo, intorno ai 49,4 euro al megawattora. L’oro resta stabile in area 4.600 dollari l’oncia , come spesso accade quando la paura è presente ma non ancora dominante. E infatti il Vix, il cosiddetto “indice della paura”, sale ma senza strappi: circa +2 per cento, a quota 24 punti. È un livello che segnala tensione, ma non panico. Sopra i 30 si entra in un’altra fase, quella delle vendite disordinate. Per ora il mercato si limita a guardarsi attorno, con crescente inquietudine. Negli Stati Uniti, i futures viaggiano appena sopra la parità. Il contratto sull’ S&P 500 segna un rialzo marginale dello 0,02 per cento . Wall Street, ieri, aveva chiuso in positivo, ma senza slanci. Oggi sembra voler prendere tempo in attesa dell’annuncio di Trump: nessuno vuole essere dalla parte sbagliata della Storia. Nel frattempo arrivano segnali meno incoraggianti dall’economia reale. L’indice Pmi dei servizi dell’Eurozona rallenta a 50,7 da 51,9. Siamo vicini ai 50 punti, la soglia che separa crescita e contrazione. Francia e Italia scivolano sotto quota 50 , entrambe a 48,8. La Germania rallenta a 50,9, mentre solo la Spagna accelera a 53,3. “L’economia europea è già stata colpita dalla guerra in Medio Oriente”, ha osservato l’analista Chris Williamson di S&P Global. E allora il quadro inizia a delinearsi: mercati in salita, ma senza entusiasmo; petrolio alto; volatilità in aumento ma sotto controllo; futures americani prudenti. Tutto appare sospeso . Perché la storia insegna che questi momenti sono i più ingannevoli. Alla vigilia del risultato sul referendum Brexit, i mercati si erano invece schierati : salivano, rassicurati dall’idea che avrebbe vinto la scelta più razionale ed economicamente vantaggiosa, il Remain. Poi arrivò il risultato. E in poche ore Milano crollò del 12,4 per cento, l’Eurostoxx del 7, il Dow Jones del 3,4. Nei giorni successivi, alcuni traders raccontarono con freddezza la loro strategia: “Se il mercato è già salito, la buona notizia è già nei prezzi. Ma quella cattiva no”. Per questo avevano puntato al ribasso, con posizioni corte, pronte a guadagnare in caso di shock.

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