Il Foglio
"Certo le circostanze non sono favorevoli / e quando mai”, dice una splendida vecchia canzone di Giovanni Lindo Ferretti. Certi giorni poi. Difficile immaginarsi un tema da segnalare, da commentare, o meglio da interrogare mentre si pensa che domani mattina non avrà nessun senso. Perché “un’intera civiltà” forse è finita davvero, ieri notte. Nel frattempo ci restano le nostre piccole apocalissi quotidiane, drammi infinitamente più piccoli ma che valgono le bombe atomiche. Ad esempio l’ennesimo diciassettenne che l’altra notte ha ucciso a mazzate e coltello un altro ragazzo ventenne a Crema, pure i nomi ci si mettono a prenderci in giro; mentre un quindicenne ad Arezzo è indagato perché si allenava ad accoltellare un cuscino. Forse la civiltà è già finita qualche tempo prima. E le soluzioni degli “esperti” funzionano tali e quali di quelle degli esperti di geopolitica: cioè niente. Ad esempio lo psicoanalista e professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo alla Sapienza, Massimo Ammaniti, quello che una settimana fa sosteneva che non serve a nulla punire i ragazzi che accoltellano la gente, ora intervistato sul divieto dei social per gli under 15 si dice “favorevolissimo. Proteggiamo i nostri ragazzi”. I social no, ma la fine della civiltà va bene così. Notte.
Go to News Site