Il Foglio
“L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani avverte di un’intensificazione della repressione della libertà di espressione in tutto il medio oriente a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani”. E ancora: “Esorto Israele ad abrogare la legge sulla pena di morte”. Volker Türk, Alto commissario per i diritti umani, è impegnato sui social. Ma solo per criticare Israele (25 post su X). Türk ne ha dedicato uno solo all’Iran e risale al 9 gennaio. Per la Società iraniana per i diritti umani, la Repubblica islamica si appresta a superare il numero di esecuzioni contro gli oppositori nel 2025, con 657 esecuzioni previste nei primi tre mesi del 2026. Sono sette impiccagioni al giorno con cui Teheran si avvia a surclassare il record storico delle 1.639 esecuzioni del 2025 . La Repubblica islamica non si limita a uccidere e celebra la morte come spettacolo di stato: processi-farsa, torture, confessioni estorte, adolescenti umiliati in diretta televisiva prima di essere impiccati. Eppure, tutto tace dalle parti del Palazzo delle nazioni di Ginevra e del Palazzo di vetro di New York. Lo stesso vale per António Guterres, segretario dell’Onu: una decina di post su X sull’Iran e tutti legati alla guerra dal giugno 2025 a oggi, mentre una cinquantina quelli contro Israele. Prima il regime iraniano è stato eletto vicepresidente (Abbas Tajik) della Commissione Onu per lo sviluppo sociale, che si occupa della “promozione della democrazia, l’uguaglianza di genere e la garanzia della tolleranza e della non violenza”; poi Teheran si è preso la vicepresidenza della commissione incaricata di attuare la Carta delle Nazioni Unite e questa settimana si è riunita la Commissione Onu per il disarmo, di cui l’Iran è membro. L’unica nota anti iraniana all’Onu è arrivata ieri dall’agenzia per l’infanzia: “L’Unicef ha ricevuto segnalazioni di campagne di mobilitazione in Iran che coinvolgono bambini e di bambini impiegati presso i posti di blocco. Chiediamo alla Repubblica islamica dell’Iran di interrompere qualsiasi reclutamento di bambini. Il reclutamento e l’utilizzo di bambini da parte di forze o gruppi armati costituiscono una grave violazione dei diritti dei minori”. Reuters ha riferito che i basij e gli apparati più spietati del regime stanno usando anche minori nei checkpoint urbani nel quadro della stretta interna imposta durante la guerra. Alireza Jafari, undici anni, è morto nel raid di un drone israeliano mentre si trovava con il padre a un posto di controllo a Teheran. Testimoni hanno raccontato a Bbc e Afp di avere visto adolescenti, in alcuni casi armati, fermare automobili, perquisire veicoli e controllare telefoni cellulari. Intanto nella città di Isfahan, nell’Iran centrale, la famiglia di Shervin Bagherian Jabali ha appreso della sua condanna a morte da una trasmissione della televisione di stato. Nel filmato, un interrogatore dice a Jabali, diciottenne, che è stato accusato di “moharebeh” (offesa ad Allah). Con voce tremante, Jabali chiede: “Cosa significa moharebeh? Potrebbe spiegarmelo? Non so cosa sia, signore”. “Esecuzione”, è la risposta. Un dialogo degno di un incubo kafkiano, se non fosse che si svolge nella realtà concreta di una dittatura teocratica. Il ragazzo era stato sottoposto a confessioni estorte. La sua famiglia ha scoperto tutto in diretta televisiva, come in un macabro reality di stato. L’Alto commissariato dell’Onu sembra possedere una bussola morale che punta con ossessiva precisione verso Gerusalemme, mentre verso Teheran, Pyongyang o Pechino manifesta una miopia selettiva. Israele, unica democrazia della regione, viene chiamata a rendere conto di ogni misura di sicurezza adottata in un contesto di guerre esistenziali. L’Iran, che impicca sette persone al giorno e trasmette in televisione l’umiliazione di un adolescente che non sa neppure cosa significhi l’accusa che gli costa la vita, riceve invece un ridicolo buffetto. E mentre i corpi dei giovani iraniani oscillano dalle forche, il Palazzo di Vetro continua a contemplare il proprio ombelico, convinto che la minaccia alla pace sia Israele.
Go to News Site