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La sindrome di Reggio | Collector
La sindrome di Reggio
Il Foglio

La sindrome di Reggio

Imparare dai propri errori è doloroso ma spesso utile; non imparare invece rischia di assomigliare alla sindrome di Stoccolma. O di Reggio Emilia, potremmo anche dire. Non contenta, l’amministrazione cittadina e vorremmo poter dire tutta la città, dell’umiliazione subita per il tramite del suo bravo sindaco, Marco Massari , zittito e schernito da Francesca Albanese che tra le urla sguaiate di platea gli vietava di pronunciare la parola “ostaggi” per gli ebrei rapiti da Hamas, ha deciso di ricascarci. Il bravo Starmer l’altro giorno ha vietato l’ingresso in Gran Bretagna per un concerto a Kanye West, rapper nazistoide e antisemita: “Questo governo è fermamente al fianco della comunità ebraica e non ci fermeremo nella nostra lotta per contrastare e sconfiggere il veleno”. Un buon assist anche per Reggio Emilia, che invece ha confermato un concerto del nazi rapper al Campovolo. Del resto l’Hellwatt Festival era stato presentato in pompa magna alla presenza del sindaco, Kanye quel che Kanye. Stavolta non conta neppure che Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli fucilati dai nazifascisti, abbia detto: “Uno che gira con delle svastiche non è degno di cantare da nessuna parte”. Se c’entrano gli ebrei, la sindrome di Reggio è un veleno senza antidoti.

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