Il Foglio
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha commentato con entusiasmo la notizia del cessate il fuoco il medio oriente , nonostante la notizia della riapertura dello Stretto di Hormuz non sia buona per gli affari di Mosca . Peskov ha detto: “Abbiamo accolto con soddisfazione la notizia della tregua. Accogliamo con favore la decisione di non proseguire sulla strada dell’escalation armata”. Poi, riguardo alla sua guerra ha commentato: “Ci auguriamo che in un prossimo futuro gli Stati Uniti avranno più tempo e maggiori opportunità di incontrarsi in un formato trilaterale”. In queste settimane, da quando è iniziato il conflitto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, ucraini e americani hanno continuato a parlare, i russi invece hanno preferito rimandare gli incontri . Lo scorso anno, la missione di Donald Trump, in cui aveva riposto grandissima fiducia, era quella di convincere Vladimir Putin ad accettare un cessate il fuoco. Al rifiuto del capo del Cremlino, si iniziò a lavorare a un cessate il fuoco almeno per le zone lontane dal fronte, poi a una tregua energetica. Putin non ha mai accettato nulla. Trump incontrò il capo del Cremlino in Alaska e prima di accoglierlo disse alla stampa che avrebbe lavorato per un cessate il fuoco, ma uscì dal vertice sostenendo che non sarebbe servito: meglio andare dritti per una pace definitiva. Volodymyr Zelensky ha accettato qualsiasi forma di cessate il fuoco ed è tornato a proporlo proprio adesso, dopo gli sviluppi in medio oriente, dicendo che è il modo più immediato per salvare vite. Putin non ha mai voluto fermare i bombardamenti contro l’Ucraina, sostenendo che una tregua sarebbe servita al suo nemico per riarmarsi. L’ipocrisia di dire che il cessate il fuoco in medio oriente è stato accolto a Mosca “con soddisfazione” stona ancora di più oggi, dopo un’altra notte di bombe contro le città ucraine. Per Putin ogni guerra va fermata, tranne la sua.
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