Il Foglio
Si parla di Pakistan , e ne approfitto per raccomandare un film del più importante (credo, non ne so granché) regista pakistano, Jamil Dehlavi . Dehlavi è nato nel 1944 a Calcutta, da madre francese e padre pashtun, ha trascorso l’infanzia a Karachi, e vive a Londra. In Pakistan, dove fu girato nel 1977 (pubblicato in Inghilterra nel 1980), il suo film è stato sempre vietato. Si intitola “ The Blood of Hussayn ”, Il sangue di Hussayn, e ricalca il racconto del martirio dell’Imam sciita Hussayn, nipote del profeta, e capostipite della seconda confessione musulmana, opposta alla sunnita, e che ha la maggioranza dei fedeli in Iran, Iraq, Libano e Yemen, e minoranze consistenti altrove, compreso il Pakistan. Qui il film è ambientato, a ridosso del colpo di stato militare di Zia ul-Haq , reincarnazione dell’usurpatore Yazid ibn Muawiya, il secondo califfo omayade. La storia rispetta i connotati essenziali della narrazione sciita, il valore leale di Hussayn, il tradimento, la vile strage sua, della sua famiglia e dei suoi fidi – a Kerbala, 680 d.C., nella versione originaria. Qui è accentuata, con la predestinazione al sacrificio, la missione di Hussayn transfuga di una famiglia potente e privilegiata per farsi difensore dei diritti e dell’onore dei contadini. Con la differenza della sua prodezza combattente, il rimando all’iconografia cristiana della Passione è sottolineato. Le scene, iniziali e finali, del lutto cruento dei flagellanti nei giorni dell’Ashura sono girate dal vero. Comprese le parti deliberatamente fotoromanzesche e melodrammatiche, il film è bello e utile a farsi un’idea – ribelle, benevola, “cristiano-sociale” – della shi’a, e del Pakistan di un paio di generazioni fa. Non è stato tradotto in Italia, ma ha il pregio di essere gratuitamente disponibile su YouTube , sottolineato in inglese per le parti in urdu, punjabi e seraiki. (L’eroe Hussayn sarebbe il nemico giurato dell’untuosa e sanguinaria ipocrisia del regime dei mullah. E dei suoi simmetrici nemici: torneranno più cordiali li rapporti personali).
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