Collector
La leggerezza, una scelta estetica che arriva da Zero Gravity di Tombolini | Collector
La leggerezza, una scelta estetica che arriva da  Zero Gravity di Tombolini
Quotidiano Libero

La leggerezza, una scelta estetica che arriva da Zero Gravity di Tombolini

C’è un equivoco che va chiarito subito: la leggerezza non è roba da deboli. È roba da gente che ha capito. Perché oggi  essere pesanti è diventato facile. Anzi, è diventato quasi obbligatorio. Tutti affannati, tutti carichi, tutti pieni di cose da fare, da dimostrare, da raccontare. Una gara a chi ha la vita più complicata. E guai a sembrare leggeri: ti prendono per uno che non ha problemi. Come se fosse una colpa. La verità è che il peso è spesso una scelta. E nella maggior parte dei casi, anche una cattiva abitudine. Ci portiamo addosso tutto: aspettative degli altri, ruoli, performance, ansie da risultato. Soprattutto gli uomini — quelli tra i 30 e i 60, quelli che lavorano, viaggiano, decidono — sono i peggiori accumulatori seriali di zavorre. Sempre di corsa, sempre in tensione, sempre dentro una specie di armatura invisibile. La leggerezza, invece, è un’altra cosa. È togliere. Non aggiungere. È sapere cosa serve davvero e cosa no. È muoversi nel mondo senza trascinarsi dietro l’inutile. È fare bene le cose senza farle pesare. È eleganza, sì, ma prima ancora è lucidità. E guarda caso, quando questa idea entra nella vita, entra anche nello stile. Perché basta vedere cosa succede quando qualcuno prende sul serio il concetto di leggerezza. Non a parole, ma nei fatti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223782]] Prendiamo Tombolini e la sua Zero Gravity. Qui non siamo davanti all’ennesima collezione che racconta storie. Qui c’è un’idea molto semplice: un uomo non deve essere prigioniero di quello che indossa. A questo punto la domanda è inevitabile, e la giro direttamente a Silvio Calvigioni, anima di Tombolini: Ma davvero oggi l’uomo ha bisogno di una giacca che non sente addosso, o è solo un lusso? "Qui non si tratta solo di comfort. Si tratta di libertà operativa. Giacche che non si stirano, tessuti impalpabili, capi che stanno in piedi da soli senza costringerti. È la differenza tra indossare qualcosa e viverci dentro". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223783]] La leggerezza è diventata una necessità contemporanea o è una vostra visione che avete anticipato? "C’è una cosa che emerge chiaramente siamo alla fine dell’eleganza punitiva. Quella che ti fa sembrare impeccabile ma ti impedisce di respirare. Zero Gravity — e ancora di più la sua versione Gold in cashmere e seta — è esattamente questo: togliere peso senza togliere autorevolezza. Restare formali senza diventare rigidi. Essere eleganti senza sembrare costruiti" E quanta gente c’è dietro questa leggerezza? "Il paradosso è sempre lo stesso: più un prodotto è leggero, più lavoro sulle spalle". Calvigioni risponde senza effetti speciali: circa *120 persone*. Artigiani, tecnici, competenze vere. Non storytelling, ma struttura". E la donna? La leggerezza resta un affare maschile? "Assolutamente no.  Siamo pronti a portare questo concetto anche nel guardaroba femminile, con una capsule dedicata. Pochi capi, essenziali e mirati: tailleur, cappotti, perfino lo smoking. Stessa filosofia, stesso approccio — togliere peso senza togliere struttura". [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47223786]]

Go to News Site