Il Foglio
L’ultimo grido dell’ambientalismo – o forse dell’erotismo, non ho capito bene – sono i contenuti ad alto tasso erotico – o forse ambientalista, non ho capito bene. Esiste insomma una testata online che si chiama Headline Newds , secondo un pregevole gioco di parole fra news e lewd, “osceno”, il cui risultato suona come nudes, “nudi”. Qui delle signorine praticano lo spogliarello allo scopo di spiegare concretamente gli effetti del riscaldamento globale ; oppure sculacciano un maiale incravattato per castigare le banche che traggono profitto dalla crisi climatica; oppure illustrano con apprezzabile dovizia di particolari, fatta salva l’assenza di taluni capi d’abbigliamento, i principii scientifici da cui si evince incontrovertibilmente che siamo sull’orlo della rovina. I teaser si trovano sui social, i contenuti più hard su OnlyFans . Se non siete andati subito a controllare perdendovi nei meandri delle zozzerie virtuali, continuo il discorso chiedendomi se l’iniziativa, originale quantunque, possa ritenersi altrettanto efficace. Queste spogliarelliste ambientaliste sembrano, mi rincresce dirlo, l’evoluzione delle presentatrici del meteo che indicavano in topless la mappa con le nuvolette, sulle reti private o a certe latitudini esotiche (se non temessi di perdervi per sempre, vi direi di googlare “ Larissa Sladkova ” o “ Petroula Kostidou ”). Evoluzione meno becera, più creativa e soprattutto più ottimistica, forse illusoria, stante che delle fugaci apparizioni televisive di queste meteorine sperimentali nessuno, ma proprio nessuno, ricorda che tempo facesse quel giorno. Soprattutto, però, si tratta di un’evoluzione moralistica. Le ragazze che su OnlyFans ci ricordano che non c’è un pianeta di riserva stanno richiamando la nostra attenzione su un argomento distogliendola dal dispositivo tramite cui siamo arrivati a loro, ossia l’impulso sessuale, quanto meno voyeuristico, e la sua se non altro parziale soddisfazione; un po’ come quando Umberto Eco raccontò di avere, incuriosito, cercato delle donne nude su internet e di essere finito su un sito che lo rimproverava di aver cercato delle donne nude su internet, ingiungendogli una pronta conversione dell’animo, a riprova degli imprevedibili labirinti bigotti in cui ci può cacciare la combinazione fra tecnologia e postmodernità. E’ l’esatto contrario di ciò che facevano le presentatrici sexy del meteo , che ci distoglievano dal moderato interesse nei confronti delle precipitazioni del giorno dopo per concentrarlo sul proprio sembiante e sulle proprie movenze. Come saprete, se adesso state navigando fra immagini sconce anziché leggere attentamente qui, il pregio principale del sesso consiste nella temporanea astensione dalle preoccupazioni (incompatibilità confermata dalla saggezza popolare, secondo cui quel coso lì non vuole pensieri); in una sospensione del costante cruccio relativo ai guai, al dolore, alla morte, alle sciagure connaturate al trovarci più o meno controvoglia su questa terra. La pornografia esalta tale aspetto del sesso in una sospensione permanente , benché artificiale, di questi pensieri cupi, fornendo un’assuefazione antidepressiva che causa dipendenza. Se però all’improvviso la signorina che si spoglia, o quella che sculaccia, prendono a infliggere al web un sermone sull’incremento delle temperature medie o sui ghiacciai che si sciolgono o sull’impronta ecologica dovuta all’emissione di gas serra, non credo che il primo istinto di chi le stava scrutando con la lingua fra le labbra sia di ridurre il proprio rilascio di anidride carbonica , correre a differenziare i rifiuti come uno scarabeo stercorario o sottoscrivere seduta stante il Green new deal. Se a qualcuno che vuol godere si ricorda tutt’a un tratto che deve morire, il suo primo istinto sarà sperare che la crisi climatica si dia una mossa e che il riscaldamento globale bruci tutto il mondo in fretta. A meno che non sia tanto, ma proprio tanto, appassionato di sadomaso.
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