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Rebus Sarri: il futuro alla Lazio è incerto
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Rebus Sarri: il futuro alla Lazio è incerto

Il futuro di Sarri sulla panchina della Lazio è incerto: non basta il contratto fino a giugno del 2028 a dare certezze che l'accordo venga rispettato soprattutto da parte del tecnico. Ballano oltre 11 milioni lordi nel prossimo biennio che rendono la posizione dell'attuale allenatore biancoceleste di assoluta forza. È una cifra troppo alta per pensare a un esonero in caso di rottura, il bilancio della Lazio, già in grande sofferenza, non può permettersi un'eventualità di questo genere. Peraltro lo storico del presidente Lotito non depone a favore di una soluzione del genere quasi mai usata dal numero uno del club che ha sempre visto di malavoglia la possibilità di pagare due tecnici. D'altro canto anche Sarri ha più volte fatto trapelare la voglia di non dimettersi come fatto nel 2023 a campionato in corso lasciando sul tavolo svariati milioni a Lotito. Questi due scenari potrebbero, quindi, portare alla conferma di Sarri anche se ci sono molti nodi da sciogliere. L'allenatore è stressato da questa stagione, vuole chiarezza e soprattutto garanzie sul progetto tecnico triennale che, in pratica, anche a causa del blocco dello scorso mercato estivo, non è mai partito o comunque ha subito un pesante rallentamento. Il ds Fabiani è soddisfatto del lavoro di Sarri, ha un ottimo rapporto con lui, vorrebbe proseguire con il ringiovanimento della rosa già cominciato a gennaio con l'arrivo di quattro giocatori di proprietà, Motta (2005), Taylor (2002), Prytzborek (2007), Ratkov (2003) più Maldini (2001) che, però, è in prestito con diritto di riscatto fissato a 14 milioni. Insomma, nonostante qualche dichiarazione sgradita alla società, ci sarebbe la volontà di proseguire con Sarri. In questo senso l'eventuale piazzamento in Europa tramite un difficilissimo trionfo in Coppa Italia, sposterebbe le valutazione su una stagione mediocre per i risultati ma in cui l'allenatore ha comunque mantenuto la Lazio su livelli dignitosi. Il suo lavoro è stato apprezzato finora, molti temevano che la squadra mollasse, lo staff tecnico, invece, è riuscito a ridare al gruppo gli stimoli giusti per terminare la stagione. Certo, mancano sette partite con risultati imprevedibili, ma la sensazione è che alla fine, se non arriveranno offerte al tecnico (la Fiorentina è interessata) si andrà avanti insieme. È chiaro che a maggio è previsto un confronto serio tra le due parti per capire margini di manovra sul mercato e soprattutto, dopo i ripetuti appelli di Sarri, se si sarà riusciti a fare qualcosa per alleggerire la situazione conflittuale con la quasi totalità della tifoseria. Per Sarri è una situazione di scontro da ricucire anche se la soluzione non sembra facile da trovare. In caso di rottura, al momento ipotesi meno probabile, la Lazio andrebbe su un tecnico emergente che sposasse totalmente il progetto giovani. Piace l'allenatore del Sassuolo Grosso, si segue anche quello del Cagliari Pisacane. Senza escludere la mozione dei sentimenti con un nome più gradito alla piazza che, per ora, è sull'Aventino senza voler cambiare la strategia di contestazione. Aspettando il 22 aprile e la semifinale di ritorno di Coppa Italia a Bergamo, Sarri per ora è concentrato solo sul campo ma la resa dei conti con Lotito si avvicina.

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