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Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana
Il Foglio

Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana

Tra i numerosi capitoli che compongono la storia dell’emigrazione italiana va ovviamente menzionato e indagato anche quello relativo alle sciagure delle quali furono vittime le maestranze originarie del nostro paese. Giunge quindi assai opportuna la ristampa, corredata da una nuova introduzione, di questo contributo dello storico Toni Ricciardi : uno studioso che si sta dedicando ormai da anni alla ricostruzione e all’analisi del fenomeno migratorio italiano tanto attraverso la pubblicazione dei propri saggi quanto mediante la direzione di opere collettanee e di più ampio respiro. Questa ricerca mette il lettore nella condizione di conoscere – a sessanta anni dal verificarsi di quei tragici avvenimenti – ciò che accadde durante la costruzione della diga di Mattmark, una località dell’alto Vallese, il 30 agosto del 1965: quando una gigantesca valanga seppellì 88 lavoratori, 56 dei quali erano italiani provenienti per lo più dalle provincie del Veneto, del Trentino e della Calabria. Le operazioni volte al recupero delle salme andarono per le lunghe, dal momento che le ultime spoglie sarebbero state rimpatriate ben due anni più tardi. Ancora più lunghi sarebbero stati i tempi dell’inchiesta e del conseguente procedimento penale: sebbene l’instabilità del ghiacciaio fosse nota da secoli, la sentenza mandò assolti i diciassette rinviati a giudizio per omicidio colposo. L’appello avrebbe in seguito confermato le assoluzioni giungendo addirittura a condannare i familiari delle vittime al pagamento del 50 per cento delle spese processuali.Occorre mettere anzitutto in rilievo che, se Mattmark non è più una “Marcinelle dimenticata”, vista la scarsità di pubblicazioni scientifiche sull’argomento, il merito deve essere soprattutto riconosciuto a un’indagine lucida e circostanziata come questa. La quale, oltre a ricordarci quanto sia importante non dimenticare il nostro passato migratorio – che continua peraltro a costituire il presente di tanti cittadini italiani – ci invita a conoscere la verità storica, non soltanto quella giudiziaria. Secondo Ricciardi, è dunque necessario “capire perché i fatti sono andati come sono andati, quale fu il contesto all’interno del quale agirono gli attori protagonisti diretti e indiretti – sopravvissuti, famiglie, mondo sindacale, politica – e, soprattutto, come Mattmark cambiò la Svizzera e parimenti l’Italia”. Nel nostro paese, la tragedia indusse molti ad approfondire la propria conoscenza del fenomeno migratorio, i cui tanti aspetti vennero illustrati in primis da un giornalismo che si rivelò capace di fondere la storia e la cronaca. Toni Ricciardi Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana Donzelli, 169 pp., 27 euro

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