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Serena Brancale e il marketing del sacro | Collector
Serena Brancale e il marketing del sacro
Il Foglio

Serena Brancale e il marketing del sacro

Serena Brancale come Donald Trump. Anche lei gioca col sacro, con l’immaginario cristiano, e fa danni . Chiaramente la cantante pugliese ha una gittata molto inferiore a quella del presidente americano, e però nel suo piccolo, nelle nostre regioni, nuoce. Pensavo che “Al mio paese” fosse soltanto una brutta canzone kitsch, e che in fondo si stava peggio quando la Puglia veniva cantata da Caparezza e Boomdabash, non soltanto inascoltabili ma pure inguardabili (Serena Brancale è guardabilissima). Poi ho letto alcune interviste in cui la nuova diva barese spiega il titolo del suo disco, “Sacro”: “Non è un fatto religioso, non ho un credo religioso, è un suono”. Dunque l’esibizione di Madonne e processioni, croci e ceri, è puro parassitismo, puro nichilismo, puro turismo. E’ lo svuotamento dei riti senza neppure l’Intelligenza Artificiale usata da Donald Trump per i suoi post blasfemi: per queste cantanti e per il loro pubblico di bocca buona è sufficiente l’Incoscienza Banale. E’ insomma messinscena senza vergogna né riguardo , svendita del Sud, del Sud dei Santi, sfruttamento del cattolicesimo per riempire palazzetti e b&b . Vade retro Serena.

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