Il Foglio
Un attentato incendiario ha colpito l’unica sinagoga della Macedonia del nord, la Beth Yaakov nella capitale, Skopje, durante la Pasqua ebraica. L’ambasciatrice israeliana in Macedonia, Vivian Aisen, ha definito l’attacco “il primo del genere dal 1945”. Skopje ha una comunità ebraica minuscola, duecento persone, ma prima della Seconda guerra mondiale ne contava tremila (il 98 per cento della comunità fu deportata e sterminata dai nazisti). Poche ore prima, a Monaco di Baviera, un ristorante ebraico è stato colpito da tre esplosioni , mentre una grande effigie di Benjamin Netanyahu veniva bruciata in Spagna. La figura di sette metri è stata imbottita di polvere da sparo a El Burgo, vicino Malaga, e fatta esplodere a Pasqua. Parlando con l’emittente locale Punto4T, il sindaco di El Burgo ha negato che il rogo dell’effigie di Netanyahu fosse antisemita, spiegando che “simboleggia l’eliminazione del male”. L’attacco alla sinagoga di Skopje si aggiunge alla lista ormai infinita di siti ebraici colpiti in Europa dopo il 7 ottobre. Qualche settimana fa a Golders Green, l’enclave ebraica nel nord-ovest di Londra, quattro ambulanze appartenenti al servizio di emergenza ebraico sono state incendiate. Prima una bomba esplosa davanti alla sinagoga di Liegi, in Belgio, mentre quella di Manchester in autunno è stata teatro del peggior attacco mortale alla comunità ebraica britannica durante Yom Kippur. Ma l’antisemitismo non si ferma alle porte delle sinagoghe e ai fantocci di cartapesta. Lo scorso anno si è registrato il più alto livello di violenza mortale contro gli ebrei degli ultimi trent’anni, con venti ebrei uccisi in attacchi antisemiti, secondo uno studio annuale pubblicato dall’Università di Tel Aviv. Lo studio ha rilevato che il 2025 è stato l’anno più letale per gli attacchi antisemiti dal 1994 , quando l’attentato a un centro ebraico in Argentina causò 85 morti. Un tribunale argentino ha attribuito la responsabilità dell’attentato all’Iran e al suo alleato Hezbollah. Nel Regno Unito, nel 2025 si sono verificati 3.700 episodi di antisemitismo, dieci al giorno. In Canada, il numero totale di episodi è cresciuto fino a 6.800 nel 2025, un dato più che triplo rispetto al 2022. La popolazione ebraica mondiale si aggira intorno ai 15,7 milioni di persone, un milione in meno rispetto al periodo precedente all’Olocausto. Come spiegare tanto antisemitismo nel momento in cui gli ebrei sono più aggrediti nelle strade? La storica Flora Cassen è nata ad Anversa, la città pattugliata dall’esercito belga per proteggere gli ebrei rimasti. Nel suo libro “Stained Glass” pubblicato dalla University of Toronto Press, Cassen, che dirige il Center for the Study of Anti-Jewishness alla Brandeis University, accusa la “cultura della memoria”. “Quando alle società viene chiesto di confrontarsi con le parti più oscure della loro storia, spesso coloro che dovrebbero essere i beneficiari del ricordo – in questo caso gli ebrei – finiscono per pagare il prezzo”. E’ così hanno finito per usare la Shoah contro Israele. D’altronde per certi “progressisti” nostrani, il problema oggi è il gemellaggio di Milano con Tel Aviv .
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