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Scavi conclusi sotto la 'Casa del Jazz' ma rimangono i rebus | Collector
Scavi conclusi sotto la 'Casa del Jazz' ma rimangono i rebus
Agi Agenzia Italia

Scavi conclusi sotto la 'Casa del Jazz' ma rimangono i rebus

AGI - Scavi conclusi sotto la Casa del Jazz a Roma . Un cunicolo di venticinque metri ma nel tunnel sotto l’ex villa della Banda della Magliana, nel quartiere Ostiense della Capitale , non sono state trovate tracce utili alle indagini . Prima di essere confiscata e trasformata dal Comune in un polo culturale , Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti , storico tesoriere della Banda della Magliana . Le ricerche terminano, al momento, con un nulla di fatto: sfumata la speranza di raccogliere indizi su casi di cronaca non risolti . Dalla scomparsa del magistrato Paolo Adinolfi alla sparizione di Emanuela Orlandi . "Sotto la Casa del Jazz solo resti di animali" "Sotto la Casa del Jazz solo resti di animali". "Non sono emerse novità utili alle indagini . Riteniamo di non aver trascurato nulla. Sono discesi esperti di Polizia Scientifica e RIS per analizzare eventuali tracce, ma non hanno refertato nulla tranne alcuni resti di animali . Questa ulteriore ricerca è stata un'attività doverosa verso persone scomparse nel nulla come il giudice Adinolfi , servitore dello Stato, ed Emanuela Orlandi , un nome accostato tante volte alla Banda della Magliana . Non si poteva lasciare un punto interrogativo anche per dovere di civiltà giuridica ". Lo ha detto il prefetto di Roma , Lamberto Giannini , nella conferenza di fine scavi alla Casa del Jazz organizzata a Palazzo Valentini . Il prefetto Giannini: "25 metri di scavi sotterranei" "25 metri di scavi sotterranei". "Dal punto a cui erano arrivati gli speleologi , sono stati scavati ulteriori 15 metri e siamo arrivati a collegarci ad un altro sistema di galleria dove si entrava da un campo sportivo per ulteriori 10 metri. Quindi in totale 25 metri di scavi sotterranei ", ha spiegato il prefetto di Roma nel corso del punto stampa. "Nessuna novità rilevante" "Non sono stati rinvenuti elementi che hanno portato novità rilevanti da un punto di vista investigativo ", ha ribadito Giannini , tracciando il bilancio delle operazioni. Durante le ispezioni sono state individuate ossa riconducibili ad animali – come confermato da un’antropologa – e alcuni oggetti di uso comune , ma non evidenze riconducibili a resti umani . Gli approfondimenti si sono estesi anche a un pozzo interrato e a una struttura di servizio nelle immediate vicinanze, con il coinvolgimento di specialisti della Polizia Scientifica e dei RIS , ma senza esiti significativi. Alla conferenza stampa in Prefettura erano presenti, tra gli altri, il giudice Muntoni , l’ex prefetto D’Angelo , il figlio del giudice Lorenzo Adinolfi e il fratello di Emanuela , Pietro Orlandi . L'ex magistrato Muntoni: "Chi sa qualcosa parli" "Delusione no, perché quanto meno non abbiamo l’angoscia che ci potesse essere quello che pensavamo, ma era soltanto un’ipotesi. Tolto un dubbio che durava da 30 anni ". Così l’ex magistrato Guglielmo Muntoni , a margine della conferenza stampa sugli accertamenti nelle gallerie sotterranee della Casa del Jazz , organizzata alla prefettura di Roma . Muntoni non nasconde però un rammarico: "Certo, speravo che si trovasse qualcosa di rilevante, in vista di tutta la storia di quella galleria , di come è stata chiusa, come è stata utilizzata". Un’assenza che lascia aperti interrogativi : "Non l’abbiamo trovato, se c’è stato è stato portato via per tempo prima che qualcuno arrivasse". Rimangono i punti interrogativi Nel ricostruire le ipotesi investigative , l’ex magistrato richiama la figura di Enrico Nicoletti : "L’ipotesi è che prima abbia ampliato questa catacomba per valorizzarla e poi improvvisamente l’abbia pavimentata". Una trasformazione che avrebbe incluso anche la realizzazione di un accesso nascosto : "Ha costruito un pozzo nel giardino per accedere alla galleria , non comodamente, con una scala di ferro . Non era facile da individuare: ci abbiamo impiegato un paio d’anni". Le difficoltà nelle ricerche sono state notevoli anche sul piano tecnico. "Siamo impazziti a cercarlo perché ci ricordavamo che era al centro del giardino, ma i georadar non davano risposte affidabili, trattandosi di un terreno di riporto con stratificazioni complesse ". Decisivo l’intervento dei Vigili del Fuoco : "In due giorni hanno fatto l’ingresso dall’antica scala e, una volta dentro, hanno individuato il pozzo da sotto, un lavoro straordinario". "Si riconosce che il giudice Adinolfi è stato assassinato , speriamo qualcuno abbia la volontà di far sapere dove si trova il corpo del collega ", ha concluso l'ex magistrato.

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