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Tiger Woods allo sbando tra alcol, scandali e incidenti: com'è ridotto oggi | Collector
Tiger Woods allo sbando tra alcol, scandali e incidenti: com'è ridotto oggi
Quotidiano Libero

Tiger Woods allo sbando tra alcol, scandali e incidenti: com'è ridotto oggi

Non è semplice essere Tiger Woods. O perlomeno così sembra. Sportivo sublime, tra i più forti della storia dello sport in generale, uno di quelli che conosci anche se non hai mai avuto una mazza del suo sport, il golf, in mano. Quegli sportivi che magari non hai mai neanche visto fare uno swing ma che non puoi non conoscere, per fama, popolarità. Uno di quelli il cui nome arriva prima della personae con sé porta successi, fama e tormenti. La sua storia è stata fuori scala fin dall’inizio. Nasce Eldrick Tont Woods, nel 1975, cresce con il golf come destino scritto, guidato dal padre Earl, che ne intuisce subito il talento e lo costruisce con metodo quasi ossessivo, chiamandolo Tiger come un commilitone conosciuto in Vietnam. A 21 anni vince il Masters di Augusta con dodici colpi di vantaggio, il più giovane di sempre, il primo non bianco a riuscirci, un risultato che rompe schemi tecnici e culturali. Da lì in poi oltre cento vittorie tra professionisti, settimane da numero uno che si accumulano, un dominio che cambia il golf, portandolo fuori dai circoli chiusi e lo trasforma in spettacolo. Anche i numeri economici raccontano meglio di ogni parola questa dimensione. Woods ha generato oltre 1,8 miliardi di dollari in carriera, più di 2,7 se attualizzati, diventando uno dei pochissimi atleti miliardari, secondo solo a Michael Jordan. Meno del 10% arriva dai premi sul campo, circa 121 milioni dal PGA Tour (comunque il più vincente), mentre la maggior parte nasce da sponsorizzazioni e investimenti, da Nike a Rolex, fino a vari progetti imprenditoriali. Poi però c’è l’altra faccia, quella che rende la sua storia meno lineare e più vera. Infortuni, scandali, cadute. Il ginocchio nel 2008, il crollo mediatico del 2009 con i tradimenti e le scuse pubbliche, l’arresto del 2017 per guida in stato alterato, legato a un mix di farmaci. Episodi che incrinano l’immagine e che si intrecciano con un fisico sempre più fragile, ginocchia e schiena logorati da anni di Il momento più drammatico arriva nel 2021, quando un incidente stradale in California rischia di costargli la gamba destra. Fratture multiple, interventi, una carriera che sembra finita. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:41964351]] E invece Woods torna, ancora una volta, ma con un corpo che non risponde più come prima. La storia recente aggiunge un altro capitolo. Un nuovo incidente in Florida, auto distrutta, arresto e rilascio su cauzione. Un episodio che riporta tutto indietro, che riapre ferite e dubbi. Anche Donald Trump, amico di lunga data, ha parlato di «momento difficile», una definizione semplice ma efficace. Lo stesso Woods ha ammesso la necessità di fermarsi, di prendersi una pausa, per disintossicarsi da farmaci e antidolorifici. La sua carriera è stata spesso raccontata come una parabola perfetta, ascesa, caduta e redenzione. In parte è vero, perché il Masters di Augusta vinto nel 2019 resta uno dei ritorni più straordinari dello sport moderno, ma è una narrazione che semplifica. Dopo quel successo Woods non è più riuscito a tornare competitivo, tra operazioni alla schiena, al tendine d’Achille. Forse il punto è proprio questo. Non è semplice essere Tiger Woods perché significa vivere dentro un racconto più grande della realtà, dentro una storia che non ha una fine chiara, non ha una redenzione definitiva restando sempre sospesa, come il suo swing, così perfetto e così dannoso per il suo fisico. Ed è proprio in questo swing la chiave di tutto. Dell’essere Tiger Woods. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47120014]]

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