Collector
Perché i Giochi sono un affare | Collector
Perché i Giochi sono un affare
Il Foglio

Perché i Giochi sono un affare

È stato un trionfo olimpico, sia nel conto delle medaglie sia in termini di patrimonio durevole. Addirittura meglio delle aspettative, sostiene Banca Ifis in un nuovo studio sull’impatto economico di Milano-Cortina 2026 , presentato da Carmelo Carbotti, Head of Strategic marketing and research office, durante l’evento del Foglio a San Siro. Se infatti alla vigilia del main event si attribuiva ai Giochi un valore complessivo di 5,3 miliardi di euro, una volta spento il braciere quelle stime sono state riviste al rialzo: ben 6,6 miliardi effettivi, grazie all’aumento delle spese sostenute dai visitatori e della loro permanenza media nei territori rispetto alle previsioni (+14 per cento). All’interno di questo quadro, anche l’heritage infrastrutturale ne è uscito rafforzato – da 3 a 3,7 miliardi –, tra ulteriori varianti e rifinanziamenti stanziati per il lungo periodo. In un paese che fatica a fare sistema e dimostrarsi all’avanguardia su larga scala, forse allora ha ragione Luca Zaia , quando dice che “l’eco di queste Olimpiadi andava cavalcato un po’ di più”. Ora lo ribadiscono anche i numeri. Secondo Banca Ifis, tra i fattori chiave per la riuscita della rassegna c’è in primis la collaborazione pubblico-privato. Uno strumento fondamentale per co-finanziare l’evento, sia come volume economico sia come riconoscimento da parte dei cittadini: in totale parliamo di 55 sponsor diversi per 500 milioni di ricavi. La diffusione dei Giochi ha inoltre amplificato l’attività dei territori più di quanto ipotizzato: le immagini delle varie destinazioni - Milano poliedrica, Cortina da cartolina - sono cresciute di pari passo con l’entusiasmo dei turisti (2,5 milioni, di cui il 45 per cento di stranieri rispetto al 32 calcolato in origine). E la visibilità media in oltre cento Paesi, insieme a una legacy infrastrutturale di lungo periodo, ha rafforzato la competitività di quegli stessi luoghi ospitanti. Il successo di Milano Cortina si riflette anche nelle Paralimpiadi: non solo un comprovato simbolo di inclusività, ma ormai un evento nell’evento capace di attrarre un pubblico appassionato e in costante crescita - misurabile tra gli oltre 400mila spettatori in loco e un valore economico stimato di 250 milioni. Senza contare i 471 milioni di investimenti erogati in accessibilità tra Lombardia e Veneto. Il volano di questi dati, all’interno di un vero e proprio ciclo virtuoso, si riflette nell’alta esposizione mediatica di queste Olimpiadi invernali. Un punto di forza a 360 gradi: pubblico più ampio, tante storie di successo che ispirano e creano engagement, analisi e conversazioni fra gli appassionati capaci di protrarsi oltre la durata dell’evento. Il febbraio olimpico ha registrato 23 miliardi di visualizzazioni sui social – TikTok, Instagram, YouTube –, accompagnate da un miliardo di interazioni e 28 milioni di contenuti pubblicati. C’è stata così una rampa di lancio anche per gli stessi atleti, ben oltre i singoli momenti di gara: basti pensare che Alysa Liu, bi-campionessa nel pattinaggio artistico per gli Stati Uniti, è diventata un’autentica superstar (da 300mila a oltre 5 milioni di follower su Instagram). Mentre una leggenda come Lindsey Vonn è stata protagonista anche nell’ambito del suo infortunio in mondovisione (poi documentato dall’ospedale di Treviso in cui era ricoverata: un reel da oltre 55 milioni di visualizzazioni). Per un mese, insomma, l’Italia è stata al centro della scena digitale internazionale. E sportiva, ed eventistica. Non era una scommessa facile da vincere, ma a posteriori possiamo aggiungere un altro oro al medagliere.

Go to News Site