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Indagato e assolto dopo 14 anni, per due volte. La storia di Ugo de Flaviis | Collector
Indagato e assolto dopo 14 anni, per due volte. La storia di Ugo de Flaviis
Il Foglio

Indagato e assolto dopo 14 anni, per due volte. La storia di Ugo de Flaviis

Nella smorfia napoletana il numero 14 rappresenta ’o mbriaco, l’ubriaco . E’ un numero che ricorre in maniera beffarda nella vita di Ugo de Flaviis, consigliere comunale di Napoli dal 1993 al 2006 (il più giovane a rivestire questa carica, all’età di 23 anni), poi assessore all’Ambiente della regione Campania e infine consigliere regionale dal 2010 al 2015 . Democristiano fin da giovane, poi esponente dell’Udeur e infine del Nuovo centrodestra, De Flaviis nei giorni scorsi è stato assolto con formula piena in primo grado, dopo 14 anni, dall’accusa di peculato in relazione all’uso dei fondi destinati al funzionamento dei gruppi politici presenti nel Consiglio regionale. Quattordici anni per una sentenza di primo grado. Forse un record. La vicenda giudiziaria emerse nel 2012. Uno dei tanti scandali “Rimborsopoli” che attraversarono i consigli regionali del paese. Per mesi i giornali diedero risalto alle inchieste, parlando di “spese folli” da parte dei gruppi politici, “abbuffate” e falsi scontrini. Molte di queste inchieste sono poi finite con l’assoluzione dei politici messi alla gogna. Il caso di De Flaviis è uno di questi. “Mi contestarono di aver utilizzato circa 90 mila euro dei fondi destinati ai gruppi, privi delle relative rendicontazioni”, racconta De Flaviis al Foglio. “I fondi erano nella disponibilità dei gruppi consiliari per attività politica. Nel mio caso, io li utilizzai per pagare il personale del gruppo consiliare, il personale esterno e per sostenere le spese per alcune sedi del partito. Nel corso del processo siamo riusciti a dimostrare che il nostro rendiconto era legittimo e corretto, nonostante la legge all’epoca non prevedesse peraltro alcun obbligo di rendicontazione, introdotto solo successivamente”, spiega De Flaviis , difeso dagli avvocati Giuseppe Benedetto e Clemente Biondi. Così, l’ex consigliere regionale è stato assolto dal tribunale di Napoli con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. Peccato che nel frattempo siano trascorsi ben quattordici anni, soltanto per arrivare a un giudizio di primo grado. “Tra un’udienza e l’altra sono trascorsi ogni volta cinque o sei mesi. Poi c’è stato anche un cambio del collegio giudicante a metà processo, ci sono stati i ritardi legati all’emergenza Covid…”, spiega De Flaviis, che a causa dell’inchiesta ha visto la sua vita cambiare radicalmente. “La vicenda giudiziaria, anche a causa dell’enfasi mediatica, ha stroncato la mia carriera politica – racconta – . Mi sono dedicato a una fondazione culturale, di cui sono presidente, ma ho avuto problemi di tutti i tipi. Ho avuto problemi con le banche. Ho avuto problemi per alcuni finanziamenti approvati e anche parzialmente erogati: ci hanno contestato che io avessi un carico pendente. Non ho potuto partecipare a varie selezioni per professionisti, perché il carico pendente me lo impediva. Per non parlare delle sofferenze patite sul piano umano”. Un’esistenza sospesa per 14 anni. Un numero che ritorna in maniera beffarda nella vita di De Flaviis: prima di essere assolto dall’accusa di peculato, nel 2021 l’ex consigliere regionale è stato assolto (insieme ad altri due imputati) in un altro processo in cui gli veniva imputato il reato di disastro colposo a seguito di una violenta alluvione nel Nocerino che, nell’ottobre del 2007, quando lui era assessore all’Ambiente, provocò la rottura degli argini nella zona di Merighi. Anche questa vicenda giudiziaria è durata quattordici anni. “Il mio processo avrebbe richiesto la presenza di tecnici specializzati e invece le indagini furono affidate a un sottoufficiale dei Carabinieri che non aveva alcuna competenza in materia – afferma De Flaviis –. Ho dovuto richiedere una consulenza a un professore ordinario di ingegneria idraulica. A questa si sono aggiunte le spese legali per un processo di 14 anni. In tutto le spese sono ammontate a circa 100 mila euro”. Come se non bastasse, “il giudice nella sentenza di assoluzione invitò la procura di Nocera Inferiore a riaprire le indagini e a svolgerle con più diligenza”. Ritorna il numero quattordici. “E’ il mio numero magico, dovrei giocarmelo al lotto”, scherza De Flaviis con una punta di amarezza. Quattordici: giustizia ubriaca.

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