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I muri di Meloni: lo scontro con il colle sull'immigrazione e la contesa del 3 per cento | Collector
I muri di Meloni: lo scontro con il colle sull'immigrazione e la contesa del 3 per cento
Il Foglio

I muri di Meloni: lo scontro con il colle sull'immigrazione e la contesa del 3 per cento

Per un pugno di euro in più e in meno. Il tre per cento di Giorgetti e Meloni rischia di saltare per Urso e degli spiccioli . Istat non ha anticipato i dati al Mef, al contrario di quella che è stata una prassi, e il Mef presenterà il documento in Cdm con i dati che possiede. Il giorno previsto è domani insieme al Cdm delle nomine dei sottosegretari e della Consob. Starebbe per cadere il veto di Forza Italia su Federico Freni e con il veto gli accreditamenti di chi vuole andare al posto di Freni. Il tre per cento è nelle mani dell’Istat, istituto indipendente, ma mai amico (malgrado le smentite del governo). Dicono a Chigi: “Di solito l’Istat, in corso d’opera, sottostima la crescita e sovrastima il deficit e a settembre corregge al rialzo la crescita e a ribasso il deficit”. Si è lavorato su Eurostat per fare riclassificare alcune spese, come Industria 5.0 di Urso, ma il timore è che non basti. Il Mef si divide in fiduciosi e scettici. Il vice Maurizio Leo è un fiducioso. Se si perde l’obiettivo del tre per cento, si ripete, potrebbe perdersi per un pugno di spiccioli . Assume un valore simbolico la buonuscita di Giuseppina Di Foggia , ex ad di Terna, il rossore di Meloni. Raccontano di una Meloni sempre più indignata per questa richiesta di buonuscita da oltre sette milioni, al punto da chiedersi dove voglia arrivare Di Foggia. Il senso: si sta mettendo contro il governo, sta rompendo anche una vecchia amicizia. Di Foggia è orientata ad accettare la buonuscita e rinunciare alla presidenza di Eni. Il Pd, con Misiani, ha presentato un’interrogazione su Di Foggia a Urso e Giorgetti. Di Foggia sta spaccando anche FdI . C’è chi adesso, sottovoce, contesta l’amicizia con Arianna e chi loda la vecchia gestione del partito di Lollobrigida. Si è arrivati allo scaricabarile. Il pasticcio Decreto sicurezza, con quella norma sugli avvocati da incoraggiare per spedire disgraziati indietro, viene ora addebitato da FdI a Piantedosi: “L’ha scritto il Viminale”. Nordio e Giorgetti sarebbero stati scettici sul testo. Mantovano ha provato (inutilmente) con Mattarella (durissimo) la via del diritto creativo: firmare un decreto e farne subito un altro che lo cancellava. La risposta è stata: no. La sicurezza è adesso un pugno di mosche.

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