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Il presidente del Kenya in Italia. Visita a Mattarella, Meloni, incontro con Med-Or alla Luiss Guido Carli | Collector
Il presidente del Kenya in Italia. Visita a Mattarella, Meloni, incontro con Med-Or alla Luiss Guido Carli
Il Foglio

Il presidente del Kenya in Italia. Visita a Mattarella, Meloni, incontro con Med-Or alla Luiss Guido Carli

E’ la quarta volta che il presidente keniano calca il suolo italiano. William Ruto ha studiato botanica, ha sette figli, è già stato ministro dell’Istruzione nel suo paese. Ha rivisto ieri l’omologo Mattarella prima, e Giorgia Meloni poi per rinsaldare l’intesa, anzi le intese. “Il Kenya è la cerniera tra l’Italia e l’Africa – è il mantra che accompagna le visite – anche perché il Kenya annovera una popolazione giovane mediamente più colta di altri paesi africani”. Ma se Meloni a Nairobi non ha mai messo piede, due mesi addietro c’è stata invece la sua ministra Anna Maria Bernini. Ed ecco allora che, in collaborazione con Med-Or – la fondazione presieduta da Marco Minniti che oggi, alle 15, organizza un incontro proprio con Ruto alla Luiss Guido Carli di Roma – l’intesa tra i paesi si estende adesso anche all’Università. Un sodalizio tra gli atenei di Siena, Torino, Statale di Milano e Nairobi sui Minerali critici. Un elemento in più in linea col celebre, spesso misconosciuto, Piano Mattei. Oltre ai minerali, del resto, in Kenya esiste pure una Silicon Savannah . Un’auspicata Savana del Silicio – soprannome dato all’intero paese – per via dell’ecosistema digitale in crescita. Un calco californiano, s’intende, che in Konza Technopolis – tra vetro, cemento e migrazioni di gnu in lontananza – trova il suo epicentro a 70 chilometri da Nairobi. Una smart city che attira i giganti tech (Microsoft, Aws, Google) e che è per l’appunto l’epitome dello spirito keniano. Perché è nel desiderio di eccellere che si può leggere la sete di sviluppo. Oltre all’agricoltura e al turismo di lusso, Nairobi punta in questi anni su diversi settori ad alta crescita (a loro volta raccordati dalla Ricerca). Il mobile money, il fintech, i data centers, ovviamente l’Intelligenza artificiale. Poi le energie rinnovabili e in generale l’economia verde. La politica estera – raccontano gli italiani coinvolti in molti di questi progetti – è tutta orientata alla sfera economica. Ovvero a magnetizzare investimenti forieri di lavoro per la popolazione che cresce, che “studia e non si accontenta” . Le relazioni economiche con l’Italia, oggi, recuperano slancio dopo il ritiro negli anni Novanta di investitori italiani. Se nel decennio in corso Ruta viene infatti quattro volte in Italia, è anche perché Leonardo fornisce soluzioni nei settori tecnologici, perché Eni investe nella produzione di olio vegetale per biocarburanti, Enel Green Power in energie rinnovabili. La costa nella contea di Kilifi è il set instagrammatico arredato dalla comunità di piccoli imprenditori italiani attivi nel turismo. Così come alla foce del fiume Galana, a Malindi, è il Centro Spaziale Broglio che sostiene la cooperazione scientifica italiana da sessant’anni. E’ in quest’ecosistema che s’inserisce allora Med-or . La fondazione che nel gennaio scorso ha inaugurato un ufficio continentale a Nairobi e che oggi promuove l’intesa tra progetti innovativi. Ultima tessera del mosaico di iniziative che, tra industria ricerca e formazione, danno sostanza a un’intesa tra governi vieppiù articolata, a una gioventù ambiziosa.

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