Agi Agenzia Italia
AGI - "Da 103 giorni viviamo barricati in casa . Questa ferita , anche se solo parzialmente dovesse guarire , non si rimarginerà mai del tutto. Sono stato testimone di questa tragedia inimmaginabile . Me ne rammarico profondamente e chiedo perdono a tutte queste famiglie ". Sono alcuni passaggi dell' interrogatorio di Nicolas Féraud , il sindaco di Crans-Montana che il 13 aprile scorso è stato convocato dai pm di Sion per difendersi dalle accuse di omicidio , lesioni e incendio colposi per l' incendio al ' Le Constellation '. Il verbale , visionato dall' AGI , è tra le nuove carte depositate dagli inquirenti agli avvocati delle parti , indagati e famiglie delle vittime . Minacce e clima di odio "Ho subito minacce di morte durante i miei appuntamenti , credo una decina - è il racconto di Féraud -. Centinaia di lettere e messaggi d'odio . Anche mia moglie e mia figlia sono state prese di mira . Hanno paura , si sentono seguite e braccate in continuazione". "Oggi parliamo di queste famiglie e di questa tragedia . Ci sono 41 famiglie qui che hanno perso un parente . Ci sono 115 persone gravemente ustionate . Non ho mai smesso di pensare a queste persone , al dolore delle famiglie che hanno perso una persona cara , alla sofferenza delle innumerevoli vittime di ustioni ". Una responsabilità morale "Sono marchiato a vita da questo dramma inimmaginabile - ha proseguito il sindaco -, me ne rammarico profondamente e chiedo scusa a queste famiglie . Non c'è niente che io possa fare . Purtroppo, questa è la vita . Sono un cittadino della comunità in cui si è verificata questa tragedia . Sento chiaramente una pesante responsabilità morale ". "Siamo tutti profondamente colpiti da questa tragedia . L' intera regione , le città , i residenti , i commercianti . Il mondo intero è colpito e noi siamo tutti colpiti ", la conclusione di Féraud.
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