Il Foglio
Libri, copertine e interviste internazionali. Francesco Boccia la mette così: “Di velocisti che si sono bruciati, ne abbiamo visti tanti. Noi preferiamo i maratoneti”. Il capogruppo dem in Senato parla di Silvia Salis . L’attivismo della sindaca di Genova nelle ultime settimane si è fatto più intenso, insieme alle discussioni sulle primarie. Non poteva passare inosservato. Di lei, uno come Massimo D’Alema, dice: “Ho stima e affetto”. In questi giorni dalle parti di Elly Schlein hanno mostrato una certa indifferenza rispetto alle mosse più recenti di Salis, ma dietro le quinte al Nazareno ci si interroga sulle reali intenzioni dell’ex atleta olimpica, che può sparigliare i già fragili equilibri del Campo largo. Non tutti nel gruppo dirigente del Pd la pensano allo stesso modo. E del resto era stata proprio la segretaria l’estate scorsa a consigliare alla sindaca di Genova di non correre troppo. “Così rischi di bruciarti”, il senso del suo messaggio dopo un’intervista a Vanity fair. La stessa rivista che ieri alla prima cittadina genovese ha dedicato la copertina. “Una volta che hai fatto il sindaco, sei pronta a tutto”, ha detto tra le tante altre cose Salis, alimentando una volta ancora ipotesi e retroscena che di certo al Nazareno non fanno piacere. Marta Bonafoni , fedelissima di Schlein, preferisce non addentrarsi sul tema. Che farà Salis? Potrebbe partecipare alle primarie come vorrebbe Matteo Renzi? “Chiedetelo a lei”, sorride la consigliera regionale del Lazio e coordinatrice della segretaria dem. “Non è il momento di parlare di primarie. Ora dobbiamo consolidare il lavoro fatto finora”. Ma con diplomazia aggiunge: “Tutto quello che può arricchire va tenuto in considerazione”. Chissà. Bonafoni è tra le relatrici della presentazione-seminario dell’ultimo numero della rivista della fondazione Italiani Europei, presieduta da Massimo D’Alema. E’ dedicato all’immobilismo della destra, per smontare le “auto celebrazioni del governo”, mentre montano problemi economici e industriali. Accanto a questo c’è spazio per le dinamiche dell’opposizione. Il leader maximo della sinistra è tornato alla Camera, nella sala Berlinguer, e per l’occasione ha invitato un parterre tutto al femminile, in rappresentanza del Campo largo. Oltre a Bonafoni, per i dem c’è pure Chiara Braga. E poi, in quota M5s e Iv, Chiara Appendino e Maria Elena Boschi, con cui D’Alema si intrattiene a parlare prima dell’inizio dei lavori, ricordando l’esperienza dell’Ulivo, il governo Prodi, e le riforme di quella stagione. “Abbiamo fatto delle cose”, dice l’ex premier marcando la distanza dal governo Meloni. Ma anche, all’interno di un discorso più ampio, da Mario Draghi: “Il suo obiettivo, è noto, era andare al Quirinale. Non fare le riforme. E quando hai un obiettivo del genere vuoi dare meno fastidio possibile”. Poi la conferenza parte tra riflessioni, numeri e dati – dal lavoro al fisco – con le analisi dell’economista Emanuele Felice e di Maria Cecilia Guerra. Nel suo intervento D’Alema ripete che divisi si perde. L’Ulivo può ispirare, “ma non si può ripetere”. Erano altri tempi e un contesto diverso. Occorre in ogni caso “un’unità sufficientemente convincente e articolata da attrarre elettorati diversi”. L’ex leader comunista avverte che non tutti i no al referendum sono voti della sinistra. Quindi ricorda – e pare un suggerimento ai naviganti – che nel 2027 c’è in ballo anche l’elezione del prossimo capo dello stato, non solo il governo. “Questo può portare alle urne anche chi non è convinto”. Mentre con l’attuale legge elettorale “la reductio ad unum non è utile”. Insomma: “Prima di introdurre dinamiche laceranti ci penserei tre volte”. D’Alema ha scelto un parterre al femminile. La domanda dunque viene da sé: e Salis? Fa la sindaca e questa è una iniziativa con le parlamentari. Ma, dice l’ex premier, “ho stima e affetto per lei”. Sono le ultime battute di D’Alema – in partenza per il Brasile, in zona Lula. Anche queste probabilmente susciteranno qualche domanda tra Schlein e soci. Del resto la discussione è già in atto e per dirla con il ragionamento, di Andrea Orlando: “Salis ha capacità di parlare all’elettorato. Il Campo largo deve porsi il tema di un suo utilizzo”.
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