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Nuovi paternalismi di stato. I cortocircuiti politici sulle pubblicità contro i combustibili fossili | Collector
Nuovi paternalismi di stato. I cortocircuiti politici sulle pubblicità contro i combustibili fossili
Il Foglio

Nuovi paternalismi di stato. I cortocircuiti politici sulle pubblicità contro i combustibili fossili

C’è un filo sottile che lega alcune iniziative amministrative recenti e che racconta una tendenza precisa: la tentazione di usare il divieto simbolico come strumento educativo, anche a costo di scivolare nell’irrealismo. In passato non sono mancate ordinanze difficili da prendere sul serio – come quella che vietava di fumare nei parchi in prossimità di donne incinte – già di per sé surreale se si considera la concreta possibilità di farla rispettare. La mozione approvata dal Consiglio comunale di Genova, dove governa Silvia Salis , si colloca su questa stessa linea, ma con ambizioni più ampie. Il provvedimento vieta la pubblicità di prodotti legati ai combustibili fossili ad alto contenuto di carbonio: crociere, trasporto aereo, veicoli con motori a combustione. Il divieto è circoscritto ai cosiddetti luoghi sensibili, come fermate di autobus e metropolitane, ma il principio resta esteso e significativo. Una misura analoga è stata adottata a Firenze nel febbraio 2026, a conferma di una linea politica condivisa. L’assunto alla base è noto: attribuire alla pubblicità un ruolo determinante nell’orientare scelte di consumo ritenute dannose per l’ambiente. Intervenire a livello comunale per limitare la pubblicità di mezzi che rappresentano la quasi totalità degli spostamenti globali difficilmente può produrre effetti misurabili sull’ambiente. Il rischio è confondere il segnale politico con l’impatto reale, trasformando una misura paternalistica in un gesto simbolico più che in una politica efficace. Non è un caso che tali iniziative nascano spesso in collaborazione con associazioni che rivendicano un approccio “educativo” alla sostenibilità. Ma qui emerge il nodo: se l’obiettivo è incidere sui comportamenti, occorre interrogarsi sulla capacità di strumenti di questo tipo di modificare scelte radicate in dinamiche economiche e sociali molto ampie. La mozione è stata sostenuta da M5s e Pd, che governano città come Genova e Firenze. Toccherà ora alle amministrazioni tradurre queste indicazioni in pratica, misurandosi con il confine, sempre più sottile, tra regolazione e velleitarismo.

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