Quotidiano Libero
Faccia a faccia con gli immigranti violenti. Fortune alterne per gli inviati di Mario Giordano a Fuori dal coro, su Rete 4. Va male (e poteva finire pure peggio) al giornalista spedito a Trento, accolto da un coro «giornalista, vaffanc**». Il servizio è sullo spaccio di droga a cielo aperto. «Come mai siete qua?», domanda. «Business, spacciare», risponde placido lo straniero. La tensione sale velocemente: «Nascondi la mia faccia porca putt**», e si giunge all'aggressione fisica: «Ci stanno prendendo a bastonate, guardate cosa stanno facendo. Spray al peperoncino, lancio di bottiglia, sassi e bastonate. Questi immigrati si scagliano contro la nostra telecamera», spiega il cronista. Un suo collega è invece a Pesaro, nelle Marche, dove un africano fuori controllo semina il terrore facendola spola una manciata di chilometri più a nord con la vicina Cattolica, in Romagna. Il ragazzotto ha un nome e cognome, Babu Yallow, e un curriculum criminale impressionante: 11 denunce per resistenza, altre per lesioni e l’aggressione ai danni di 4 poliziotti e 2 carabinieri. Si presenta con occhiali scuri sul volto, sorriso beffardo stampato in faccia, silenzi di sfida e risposte a monosillabo, sprezzanti. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47347172]] Sullo schermo, le immagini delle sue imprese: vetrine sfondate a calci, bidoni fatti volare in aria, e poi le sue vittime quotidiane. «Tu continui ad aggredire delle persone, non è vero? - gli domanda il giornalista - Non hai aggredito nessuno?». Yallow tace. «Una persona qua dentro? Un tabaccaio? Abbiamo un video dite che spacca una vetrina? Quello del video non sei tu, scusami? Hai aggredito una persona qua dentro, o sbaglio? Una ragazza l’hai spinta. Hai aggredito il tabaccaio, qua sempre a Cattolica. Hai morso un altro signore in un altro minimarket. Hai aggredito una persona, una turista su un treno per andare verso Pesaro. E a Pesaro hai aggredito le forze dell’ordine. Non sei tu queste persone?». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:47349502]] «No», replica l’immigrato con somma faccia tosta. «E ti sembra normale fare a botte per strada? L’hai anche minacciato dicendo “prendo la pistola e dammi tutto”. Hai mai avuto una pistola?». «No, non ancora». «Non ancora? E tu vuoi armarti?», «Eh, sì», «Perché vuoi armarti?», «Perché mi piace», «Ti piace armarti?», «Certo, sì».
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